Se non è il Gioco dell'Oca poco ci manca. La riprova del cortocircuito istituzionale venutosi a creare sul tema dei rifiuti si è avuta ieri in Senato, in occasione dell'audizione del prefetto di Roma e commissario per l'emergenza ambientale, Giuseppe Pecora-ro. «Il tempo trascorso da settembre, mese in cui è stata dichiarata emergenza, ad oggi e la mancanza di proposte serie mi fa pensare o che non ci sono siti migliori o che nessuno vuole assumersi la responsabilità di proporli», è stata la dichiarazione tranchat di Pecoraro, che ha poi ribadito come «io questa responsabilità me la sono assunta, altri stanno ancora girando per tutta la provincia di Roma. Ad oggi l'unico progetto presentato è quello che fa cadere la scelta su Quadro Alto e Corcolle». Di fatto il prefetto ha rilanciato le ipotesi di Riano e San Vittorino, scartate dal ministro dell'Ambiente Clini anche - ma non solo - a causa del veto posto dal ministro dei Beni culturali Ornaghi, secondo cui i vincoli sui due siti indicati per ospitare le due dicariche provvisorie dopo la chiusura di Malagrotta sarebbero insuperabili. Pecoraro non è di questo avviso. Così com'è chiara l'accusa agli enti locali: Alemanno, Zingaretti e Polverini non sono stati in grado di indicare dei siti e così hanno preferito - soprattutto il sindaco e la governatrice - far affidare a un commissario la bega di risolvere la faccenda. Pecoraro l'ha fatto, poi è intervenuto Clini a disfare tutto. Il prefetto ieri a Palazzo Madama ha spiegato, riferendosi a Quadro Alto e Corcolle: «Due siti certamente problematici e con criticità, ma che sono stati scelti insieme ai tecnici di Regione, Comune di Roma e Provincia. Solo quest'ultimo ente avrebbe preferito Pian dell'Olmo al posto di Quadro Alto. I due siti non sono stati scelti solo dal commissario». Parole che hanno scatenato l'ira dei senatori del Pd Della Seta Ferrante, «preoccupati» dall'«insi-stenza» del prefetto sui siti bocciati da Clini. Intanto Alemanno è tornato a chiede al ministro «una risposta a breve», cioè non oltre il 30 aprile, data indicata come ultima dal ministero. Il sindaco ha chiesto «aiuto» per arrivare al 50 di differenziata entro il 2014 «per chiudere Malagrotta entro l'anno. Per questo chiedo al prefetto e al ministro di scegliere il migliore sito per ospitare ladiscarica». Quale sia un mistero. Intanto il Tar ha rinviato la decisione sui dodici ricorsi contro l'individuazione dei siti alternativi proprio in considerazione dell'accordo di programma del 30 aprile. I ricorsi sono stati cancellati dal ruolo, salva la facoltà di riproposizione laddove la vicenda dovesse riassumere quel carattere di attualità previsto dal codice.