Udine, da febbraio non c'è più un dirigente a Udine, stop al progetto per la cattedrale Ferme negli uffici anche le richieste per i nuovi arredi esterni dei locali in centro UDINE. Tutto bloccato. Niente autorizzazioni, nessun parere e nessun via libera. Da quando l'architetto Luca Rinaldi ha lasciato la Soprintendenza per prendere servizio a Torino, l'attività delle Belle arti è paralizzata. Gli uffici hanno continuato a lavorare normalmente, ma non c'è nessun dirigente che possa autorizzare l'avvio di un lavoro. Nemmeno il più piccolo. Così molti cantieri sono fermi e altri rischiano addirittura di saltare. Come per esempio il nuovo lotto per il restauro del duomo di Udine. Un intervento da circa 300 mila euro che sarebbe già pronto a partire. Ma senza la firma del Soprintendente non se ne fa nulla. «E il ministero - spiega il funzionario Carla Rigo - potrebbe anche decidere di ritirare i fondi». Oltre al danno, la beffa insomma. Perché il ministero, quello per i Beni culturali, è lo stesso che dovrebbe procedere con la nomina del nuovo Soprintendente. Una nomina attesa dal 29 febbraio quando Rinaldi è stato trasferito. La soluzione più semplice forse sarebbe stata quella di prorogare ad interim il suo incarico in Fvg, ma probabilmente il ministero contava di riempire il vuoto in poco tempo. Il bando per il posto vacante però non ha dato l'esito sperato. Così da quel giorno sulla scrivania del Soprintendente che non c'è si stanno accumulando pratiche in attesa della sua firma. Tra queste, ci sono pure quelle di molti bar del centro storico intenzionati ad approfittare dei nuovi spazi pedonali per allestire arredi con tavolini e fioriere. Ma senza firma del Soprintendente, tutti i dehors che necessitano del parere delle Belle arti sono destinati ad attendere. Fino a quando, ancora non si sa. Con buona pace dei commercianti che avevano presentato progetti ed erano pronti a investire per offrire nuove aree all'aperto. Ma fermi sulla scrivania ci sono soprattutto i progetti seguiti direttamente dalla Soprintendenza come il Duomo o il museo paleocristiano di Aquileia. «In alcuni casi - riferisce ancora l'architetto Rigo - abbiamo anche già fatto la gara, ma per l'approvazione è necessaria sempre la firma del dirigente. Nessuno è stato autorizzato a portare avanti le pratiche, nemmeno quelle di ordinaria amministrazione». E in questo contesto ci sono anche le richieste di decine di cittadini (in Friuli Vg sono più di 50) che hanno chiesto l'autorizzazione a eseguire un intervento finanziato dalla Regione. «Sono interventi che devono essere completati entro termini ben precisi - spiega la Rigo - altrimenti si perdono i finanziamenti, ma purtroppo allo stato attuale non siamo in grado di completare la procedura». Ma non è finita qui. In alcuni casi infatti vale il principio del silenzio assenso: nelle pratiche ambientali la Soprintendenza ha 45 giorni per esprimere un parere o annullare un intervento, ma dal 29 febbraio non c'è nessuno che possa autorizzare nemmeno un diniego. Così se, per esempio, un Comune aveva autorizzato un impianto fotovoltaico in centro storico che la Soprintendenza riteneva in contrasto con il paesaggio, non c'era modo di bloccare il progetto. «Ci sono capitati anche casi di questo genere», ammette la Rigo. Progetti e autorizzazioni però non sono gli unici aspetti a essere rimasti bloccati. «Dal maggio scorso - dicono dagli uffici della Soprintendenza - sono stati bloccati pure i compensi per le missioni o i turni festivi e gli straordinari di tutti i circa 50 dipendenti».