Il progetto Lo sceicco in visita in Campidoglio interessato al piano di un parco di divertimenti. Polemica Legambiente UN EMIRO per la Disneyland della Roma Antica. Sarà lo sceicco del Qatar Hamad Bin Khalifa Al Thani ad investire una parte delle risorse del fondo sovrano per realizzare il parcoa tema sulla romanità caro ad Alemanno. Ieri in Campidoglio, tra mappe di progetti stese sui tavoli, quella che ha fatto sobbalzare Al Thani riguardava proprio l'idea delle montagne russe tra la ricostruzione dei fasti imperiali. «Abbiamo illustrato diversi piani all'emiro» ha raccontato il sindaco al termine della breve visita «ciò che ha colpito di più la sua attenzione, e su cui ha detto che vuole far lavorare i suoi tecnici, è il parco a tema sulla romanità, da costruire nel secondo polo turistico. Ha aggiunto che è molto intenzionato a partecipare a questo investimento. Si sta lavorando per individuare l'area con il dipartimento urbanistico e con le sovrintendenze. Deve essere abbastanza estesa e priva di vincoli. Contiamo entro poche settimane di individuare una rosa di zone su cui andare a compiere una scelta». E fra le altre idee c'è anche quella di "clonare" uno dei musei civici romani negli emirati arabi. «Se ne era occupato l'ex assessore Croppi» ha detto Alemanno «Potremmo usare una parte dei reperti non esposti». Romaland, cavallo di battaglia dell'ex vicesindaco Mauro Cutrufo, dovrebbe attrarre ogni anno 8 milioni di visitatori: 5 milioni stranieri e 3 milioni italiani. Non solo. Il parco creerebbe novemila posti di lavoro, attirando 600 milioni di investimenti privati. Numeri emersi dall'indagine commissionata tempo fa dal Comune a nove società di ricerca (dalla Doxa alla Demoskopea) in otto paesi: dalla Francia alla Russia, dagli Stati Uniti al Giappone. Su 4649 intervistati, il 34 ha giudicato «molto interessante» il parco, il 38 «abbastanza interessante». Una reazione positiva, ma non entusiastica. I divertimenti? Il visitatore potrà ritrovarsi fra il pubblico del Colosseo, vincere una corsa di bighe al Circo Massimo, visitare i Fori imperiali o inoltrarsi nei quartieri popolari della Suburra o del Porto di Ostia. E ancora: «potrà scendere nelle catacombe o fare un bagno alle Terme o rivivere i momenti celebri della storia di Roma, dalla sua fondazione alle battaglie fra Giulio Cesare e i Galli. A completare l'offerta, 5 alberghi e un'accoglienza affidata a gladiatori con tanto di armatura, al posto di Minnie e Topolino. Di certo, si sa anche che il parco verrà realizzato su 300 ettari di «terreno comunale». Dove? Si parla del polo turistico nella zona nord ovest, tra la città e il mare. E in particolare si è già fatto spesso il nome della proprietà comunale di Castel di Guido. P o l e m i c a L e g a m b i e n t e . «Riecco il parco della romanità» afferma il presidente regionale Lorenzo Parlati «Piuttosto il sindaco si occupi dei 3.800 ettari del parco dei Fori e dell'Appia invaso dalle automobili, dei 7.000 ettari di Veio in area romana; dei 300 di Gabii e dei 120 del parco di Centocelle»