SOFFOCATE dalla vegetazione, sovrastate da baracche abusive. Poi salvate dal degradoe rinate dopo anni di buio. Le Terme romane di Agnano aprono al pubblico. Merito della Soprintendenza per i beni archeologici e del Comune (la società Terme di Agnano è una sua partecipata). Quello che fu uno dei più antichi presidi termali romani (età adrianea, I-II secolo d.C.) ha vissuto tempi di splendore e rovina sin dall'inizio. Per un capriccio del caso, il destino ha affidato alle terme più grandiose del Sud una storia incerta anche nel presente. Da almeno 10 anni aspettavano di ritornarea vita nuova. L'area termale è stata rinnovata, gli apparecchi per le cure ammodernati, la sezione benessere e salute e l'albergo delle terme funzionano perfettamente. Ma il parco archeologico restava sommerso dalle erbacce. Solo 7-8 anni fa la conca di Agnano fu aperta al pubblico di sera, poi più nulla. «Abbiamo riportato alla luce questa prima sezione grazie all'aiuto dei volontari - spiega Marinella De Nigris, presidente delle Terme di Agnano - in un mese abbiamo recuperato una situazione catastrofica. È un miracolo, ripartiamo da questa conquista, credo che le terme non siano mai state aperte al pubblico prima di oggi». «Facciamo cose mai fatte neanche quando c'erano fiumi di soldi - afferma il sindaco Luigi de Magistris, intervenuto alla presentazione - Ora per continuare serve l'interesse di imprenditori che abbiano voglia di fare qualcosa per la città». Almeno 5 milioni sono i fondi necessari per recuperare l'intero edificio termale di 7 piani. C'è un progetto di recupero redatto dagli archeologi della Soprintendenza di Napoli e Pompei. «Le strutture sono in buone condizioni - spiega il funzionario Giuseppe Vecchio - le terme possono ritornare a vita già da adesso ma bisogna trovare altre formule per recuperare l'intero complesso. Abbiamo ritrovato un santuario dedicato alle ninfe dell'acqua: è stato recuperato e sarà visitabile. Il ritrovamento dimostra che dal III-II secolo a. C. qui c'erano già insediamenti. Inoltre, nel santuario c'erano una serie di statue che adesso sono in Germania. All'epoca purtroppo furono vendute...». I volontari del Gruppo archeologico napoletano (Gan) hanno rimosso le erbacce e reso fruibile ai visitatori quello che prima era un monumento nascosto alla vista. Sul gymnasium delle terme, ci sono ancora 4 baracche abusive, costruite dai contadini che qui vivono da anni. «È in corso un'ordinanza di abbattimento per gli abusi sul ponte romano- conclude la De Nigris - contiamo di liberarlo presto». Pronto un percorso con visite guidate attraverso tre tappe: le antiche terme romane, imponente stabilimento su7 livelli situato sulle pendici del Monte Spina, i frammenti di mura greche, giudicate come le più antiche testimonianze ritrovate nell'area flegrea del IV-III secolo a. C. Infine la Grotta del cane, antro artificiale del III-II secolo a. C., così chiamata perché al suo interno si verificano fenomeni vulcanici chiamati "mofete", emissioni calde di gas che tramortirebbero un cane se entrasse all'interno. Un percorso che dal 25 al 27 del prossimo mese, in occasione del Maggio dei monumenti, resterà aperto al pubblico. Sin da adesso è possibile visitarle (gratuitamente), contattando il Gruppo archeologico napoletano che organizza le visite guidate e ha dato un contributo fondamentale a liberarle. Anzi, nelle prossime settimane, saranno aggiunti pezzi nuovi, da ora e fino a settembre. «Con 15 volontari e il personale delle Terme abbiamo disboscato tutta la via delle Terme romane - racconta Marco Giglio, presidente del Gan - abbiamo trovato una vegetazione altissima e un cumulo di rifiuti. C'erano persino i tavoli e il palco per gli spettacoli lasciati lì a marcire dal tempo delle ultime manifestazioni organizzate. Abbiamo recuperato un quarto del primo piano, entro maggio salveremo un altro pezzo. Poi a settembre ne aggiungeremo un altro ancora».