Pronto un emendamento per il Parlamento. E i figuranti traslocano in piazza di Spagna «CENTURIONI al Colosseo? L'abbiamo già detto abbondantemente. Ormai parlano i vincoli e le leggi». Il ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi sfodera un sorriso sulle labbra, ma la sentenza è categorica: no ai figuranti en travesti in una delle piazze più famosa di Roma. Il diktat arriva, ieri, a margine della presentazione del libro di Andrea Carandini e Paolo Conti "Il nuovo dell'Italia nel passato". E la presa di posizione del ministro è il tassello più atteso nel mosaico di polemiche sul degrado che avvilisce l'area archeologica centrale, in balia dell'abusivismo del commercio ambulante. Ma se l'ultima legione di figuranti col gladio è stata allontanata da Colosseo e Fori, alcuni transfughi della centuria hanno scelto di presidiare altri scenari monumentali, lontano dall'occhio del ciclone, come il centurione che ieri ha cominciato a "vendere" pose ai turisti di piazza di Spagna, a pochi metri dalla pattuglia di vigili. Strategie spontanee di sopravvivenza ai margini della legalità, che richiedono, con l'esercito dei camion-bar del clan Tredicine e delle bancarelle, l'attenzione di un nuovo strumento normativo. Obiettivo che vede d'accordo Ornaghi: «L'orizzonte certo ora è un tavolo congiunto tra Ministero e Comune commenta il ministro - e l'emendamento è nelle mani del Parlamento». Il Codice dei beni culturali prevede dei vincoli fondamentali - continua Ornaghi - che vanno rispettati con provvedimenti congiunti da parte di tutte le autorità. I presupposti sono il decoro e la legalità che vanno ripristinati in piazza del Colosseo, nell'area archeologica, così come in tutti i centri storici delle altre città. Anche se questo è un problema che riguarda soprattutto Roma. E partendo dal codice la nostra speranza è di arrivare in tempi brevi ad un emendamento che possa creare le basi per quelli che verranno dopo». Se l'obiettivo "coraggioso" è noto, manca ancora, però, la data ufficiale della convocazione del tavolo tecnico sul decoro. E un appello ad un intervento concreto e urgente da parte del governo arriva dallo stesso Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali: «Credo che lo Stato debba intervenire subito per ridare dignità al Colosseo e all'area archeologica. Anche perchè per me il problema dei centurioniè la metafora del decadimento in cui versa Roma. Se dobbiamo occuparci di centurioni, è evidente il livello cui siamo sprofondati. Per questo mi aspetto soluzioni concrete che spettano ora al governo». Richiesta che è arrivata ieri anche da quartier generale della stessa polizia municipale: «Sui camion bar, una legge regionale del 1999 disciplina la sosta e le rotazioni anche all'interno delle aree di pregio - incalza il vice-comandante del corpo Antonio Di Maggio - ogni qual volta sono stati presi dei provvedimenti nei confronti di questi esercizi ambulanti, l'amministrazione comunale ha perso tutti i ricorsi giurisdizionali. Per cui è del tutto evidente che la questione necessiti un intervento del governo, affinché vengano date indicazioni più precise riguardo alla localizzazione di queste strutture di vendita itineranti». Quanto al Maxxi, il ministero sembra fare un passo indietro: «La situazione del Maxxi è molto semplice - precisa Ornaghi - avviare un procedimento di commissariamento non significa commissariare, ma è un atto dovuto». All'indomani delle critiche bipartisan piovute sull'operazione nei confronti del Museo d'arte del XXI secolo, il ministro avverte: «Ora ci saranno le contro-argomentazioni dell'attuale consiglio. Stiamo seguendo tutti i passaggi, l'importante è che tutte le cifre siano chiare, e proprio perché teniamo al museo è importante salvaguardarlo e potenziarlo». (ha collaborato manuel massimo)