«PRIMA di presentare un progetto. Prima di ogni discussione costruttiva o polemica, prima di tutto Romeo dovrebbe dare un segno alla città ed eliminare gli abusi che lui stesso ha commesso. Poi si può cominciare a parlare sul serio del progetto "Insula"». Chiaro, diretto, immediato, nel dibattito sul caso Romeo, interviene il soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Napoli e provincia, Stefano Gizzi. Il progetto "Insula" presentato dall'imprenditore (nonché gestore del patrimonio immobiliare pubblico) Romeo al Comune, prevede la riqualificazione e la bonifica di un'area di 45 mila metri quadri tra via Cristoforo Colombo, piazza Municipio e il varco della Immacolatella. Sovrintendente Gizzi, lei parla di abusi di Romeo. A cosa allude? «Nell'ottica di una fattiva collaborazione tra enti (statali e locali) e privati, sarebbe veramente un bel segnale se Romeo iniziasse il suo programma (peraltro non privo di interesse) eliminando, sua sponte gli abusi che ha commesso realizzando il suo albergo, così da dare un vero esempio costruttivo per tutti, visti gli aumenti di volume non autorizzati che insistono su vari palazzi storici di Napoli, a cominciare da quelli di un ex magistrato a Palazzo Serra di Cassano e quelli presenti a Palazzo Donn'Anna. Insomma chi dovrebbe dare l'esempio sembra essere il primo a trasgredire regole. Quando parlo di abusi, alludo, in questo caso alle parti improprie aggiunte all'albergo di proprietà di Alfredo Romeo, prospiciente alla via Marina». Quell'area è sotto vincolo? «Certo, che i volumi aggiunti all'albergo Romeo appaiano impropri risulta dal non rispetto appunto del vincolo cui è assoggettata quell'area, un regime di tutela, che non occorreva nemmeno esplicitare, tanto che della questione si sta interessando la magistratura». Quindi lei è sulla linea di dell'assessore all'Urbanistica De Falco: bisogna fare attenzione ai facili entusiasmi e rispettare le regole e il piano regolatore? «Sicuramente. Ripeto l'iniziativa non è priva di interesse. Ma innanzitutto ci vuole un segnale di legalità e poi un controllo sugli interventi. Per esempio, per quel che mi riguarda, che gli arredi urbani rispettino la natura dei luoghi e non riecheggino per esempio i modelli francesi o spagnoli, in un'area di straordinario interessee valore paesaggistico, il cui contorno annovera preesistenza quali il complesso del Carmine, la chiesa di Porto Salvo, le residue mura e le superstiti torri aragonesi e un'edilizia minore di fine Ottocento e di inizio Novecento di grande rilevanza». E sulla richiesta di Romeo di realizzare un parcheggio su area pubblica, ottenendone la gestione per 90 anni, che ne pensa? «Sarebbe davvero interessante studiare tutti insieme le proposte della Romeo, verificando se l'interesse del previsto parcheggio (di cui si attendono i graficie le rappresentazioni esplicative) possa essere considerato davvero di interesse pubblico o a servizio di pochi».
NAPOLI - Progetto Insula, stop di Gizzi. Il soprintendente: "Romeo sani prima gli abusi che ha commesso"
Il soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Napoli e provincia, Stefano Gizzi, interviene nel dibattito sul progetto "Insula" presentato dall'imprenditore Alfredo Romeo al Comune. Il progetto prevede la riqualificazione e la bonifica di un'area di 45 mila metri quadri tra via Cristoforo Colombo, piazza Municipio e il varco della Immacolatella. Gizzi critica Romeo per gli abusi commessi nella realizzazione del suo albergo, come l'aggiunta di volumi non autorizzati a palazzi storici di Napoli. Gizzi sostiene che Romeo dovrebbe eliminare gli abusi prima di discutere del progetto "Insula".
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