E' la «Settimana della Cultura» ma è anche un periodo in cui, da tempo, i musei, le istituzioni culturali, sopravvivono tra serie difficoltà: mancano le risorse, manca l'attenzione governativa - in tutto il Paese - a causa della crisi finanziaria ma anche per una precisa politica delle istituzioni che non riconoscono alle attività culturali un valore di crescita e di sviluppo. Una situazione che porta oltre alle note difficoltà dei musei statali e delle strutture private, anche l'insorgere di proteste che si manifestano in maniera a volte eclatante. Come quella minacciata dal Cam, il museo d'arte contemporanea di Casoria sorto per iniziativa di Antonio Manfredi, che ha annunciato di voler bruciare una ad una le opere della collezione del suo museo. Questa azione eclatante è la spia di un malessere diffuso di cui soffre tutto il sistema culturale-museale napoletano: anche le Soprintendenze continuano la loro attività con passione ma con pochissimi mezzi finanziari, e cercano - attraverso i contatti allacciati nel tempo e grazie al prestigio riconosciuto delle istituzioni, come Capodimonte, l'Archeologico o Palazzo Reale - di far fronte al momento difficile cercando appoggi presso sostenitori privati che abbiano a cuore le sorti della cultura e del nostro patrimonio storico-artistico. Come gli "Amici dei Musei", ad esempio, sempre in prima linea per sostenere le attività del Polo museale. Noti, poi, gli altri "casi" napoletani, a cominciare dal Madre che sopravvive tra un annuncio allarmistico che ne mette in dubbio la continuità dell'esistenza (a fine marzo sono scadute le coperture assicurative delle opere prestate alla Fondazione Donnaregina) e la mancanza di risposte a quanti chiedono alla Regione (la Fondazione, come è noto, è una diretta emanazione dell'ente regionale) la certezza dell'impegno a favore del museo affinché quanto di buono è stato fatto non vada disperso. Non migliore la situazione del Pan, il Palazzo delle Arti di via dei Mille (che dipende dal Comune di Napoli), nato tra mille entusiasmi ma privo di una reale politica - culturale e finanziaria - che ne garantisca programmazione e futuro. E Napoli non si può permettere il lusso di fare andare alla deriva due sedi espositive degne di essere rilanciate come il Madre e il Pan, che non meritano di vivere alla giornata.