«Stiamo lavorando al bilancio, ma i soldi non ci sono. E neanche un commissario puòtrovarli. Il ministro deve fornire una soluzione». Roberto Grossi vicepresidente della Fondazione Maxxi lancia una sfida a Ornaghi. «Se noi siamo dacommissariare, allora tutta la cultura italiana è nelle nostra situazione». Il ministro da Milano però parla anche a Roma: «La situazione economica è difficile. Si tratta di introdurre razionalizzazioni e grandi sforzi. E sono chiamati a contribuire fondazioni, associazioni ed enti locali». Il titolare del Collegio romano è intervenuto sul tema che attanaglia non solo le fondazioni liriche, ma tutto il sistema cultura italiano: fondazioni create senza patrimonioeora vivono la diminuzione dei fondi pubblici. Un po' il ritratto del nostro museo del XXI secolo. La fondazione nata per la gestione dell'edificio costato 150 milioni di euro ora dovrebbe sopravvivere con due milioni di euro l'anno. Ornaghi lancia una chiamata a tutte le istituzioni ricordando i 23 milioni stanziati per permettere l'avvio del progetto grande Brera «un impegno pur nella notoria, dovrei dire inesistenza delle risorse, più che esiguità». I fondi stanziati per il rilancio del museo milanese sono appunto legati a un progetto, mentre quelli del Maxxi riguardano un finanziamento fisso legato al funzionamento della struttura. Ma nonostante appartengano a due voci diverse dell'esiguo budget del ministero, il paragone tra le due città (Roma e Milano) e i due musei suscita già polemiche. Anche se in queste ore sembra che tutte le istituzioni lancino disperati sos. Dal Madre di Napoli dove gli artisti sono andati a staccare le opere dal muro al Cam Contemporary Art di Casoria, dove il direttore minaccia: se lo Stato abbandona la cultura allora tanto vale che bruci. E i primi roghi sono già su youtube. Al coro si aggiunge la Consulta Permanente per l'arte contemporanea che chiede un incontro pubblico con il ministro: «il Maxxi rappresenta un'istituzione emblematica e cruciale che ha contribuito a rilanciare nel mondo l'immagine di un'Italia creativa ed è diventata uno dei simboli del rinnovamento culturale di Roma e del Paese». La fondazione del Maxxi intanto sta raccogliendo documenti e carte da esporre al ministro entro lunedì. A quel punto il Collegio romano, presa visione degli atti riguardanti il ritardo sul bilancio 2012, predisporrà o meno l'arrivo del commissario. Che potrebbe essere un manager della finanza milanese, vicino a Ornaghi, e che voci ricorrenti indicano in Francesco Micheli. Il Mibac, in attesa di controdeduzioni, sottolinea che i fondi ordinari del museo non sono stati mai tagliati (i due milioni secondo lo statuto della fondazione) e che non è mai stato contestato alcun buco. Solo timore che il disavanzo del 2011 rischi di diventare più significativo nel prossimo trienno.
ROMA - Maxxi sfida il governo Soldi, non commissari
Il ministro della cultura deve trovare una soluzione al problema del bilancio della Fondazione Maxxi, che non ha soldi. Il vicepresidente della Fondazione, Roberto Grossi, lancia una sfida al commissario Ornaghi, affermando che se lui si assume la responsabilità, tutta la cultura italiana è nelle sue mani. Il ministro parla di razionalizzazioni e sforzi per risolvere la situazione economica difficile. La Fondazione Maxxi, nata per gestire l'edificio costato 150 milioni di euro, dovrebbe sopravvivere con solo 2 milioni di euro all'anno. Ornaghi chiede ai fondatori e alle istituzioni di contribuire con i fondi. Il paragone tra Roma e Milano, e i due musei, suscita polemiche.
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