Violate le disposizioni del Prefetto, alcuni manifestanti hanno solcato il Canalazzo Gli organizzatori hanno rispettato le indicazioni delle autorità Causa maltempo è stato annullato il presidio di oggi alle Zattere VENEZIA. Circa duecento persone a bordo di una quarantina di barche a remi e a motore hanno sfidato ieri il divieto di Prefettura e Questura del corteo acqueo contro le grandi navi in laguna, per il richiamo a un provvedimento del 2009 che pone limiti e vincoli a manifestazioni lungo il Canal Grande «a tutela di un patrimonio di altissimo valore storico, culturale e ambientale». Nella circostanza, concesso al Comitato No grandi navi solo il presidio a terra o in barca delle 16.30, in punta Dogana. E in effetti, un'ora prima, il portavoce Silvio Testa si era fatto solo vedere in campo San Marcuola insieme al presidente di Laguna bene comune, Luciano Mazzolin, senza partecipare alla protesta di quanti non avevano accettato il diktat delle autorità. «Questi per me sono liberi cittadini, che hanno tutto il diritto di percorrere con le loro barche il Canal Grande - ha precisato Testa - La manifestazione indetta dal Comitato si svolgerà nei soli spazi concessi. Ma ciò non mi impedisce di considerare assurda una norma che impedisce alle persone di fare quello che vogliono su imbarcazioni di loro proprietà». Meno diplomatico Tommaso Cacciari: «Un divieto inaccettabile, che siamo in molti a voler sfidare. Evidentemente qualcuno ha pensato che volessimo bloccare il traffico in Canal Grande, ma non è mai stata nostra intenzione. Lo faremo prima o poi nel canale della Giudecca, per impedire la circolazione di questi mostri galleggianti». Poi, la partenza di un corteo acqueo non autorizzato che più variopinto e caciarone non avrebbe potuto essere, con una ragazza e lo stesso Cacciari che megafonavano da una delle imbarcazioni principali: striscioni (anche contro i ministri Passera e Clini, «portavoce di uno sviluppo insostenibile»), manifesti, palloncini colorati, fumogeni rossi, azzurri e verdi e impianto stereo a tutto volume con canzoni dei Pitura Freska e Rino Gaetano. Grande effetto mediatico e nessun disagio o incidente, con tre motoscafi della Polizia di Stato, della Municipale e della Guardia di finanza che vigilavano a distanza e filmavano i manifestanti. Poi, in punta Dogana, un altro centinaio di persone, e la contestazione ravvicinata delle imbarcazioni o da terra al passaggio di Queen Victoria e Msc Magnifica. Con gran finale davanti al molo di San Marco, sempre con striscioni e megafoni. La protesta ufficiosa e quella ufficiale si sono concluse intorno alle 18, per un fine settimana dove di passaggi di grandi navi da crociera ne sono previsti otto. Annullato dal Comitato il presidio di oggi alle 15, lungo le Zattere. «Ma solo per il tempo incerto», ha precisato Testa. riproduzione riservata IL CONSIGLIERE CACCIA CHIEDE LA REVOCA DEL PROVVEDIMENTO DEL 2009 Orsoni: «E' una norma che andrebbe ridiscussa» Slogan e striscioni anti-navi E intanto il sindaco Giorgio Orsoni si dichiara possibilista sull'ipotesi ventilata dal consigliere comunale "In Comune" che chiede la "cancellazione" del provvedimento prefettizio del 2009 che ha - di fatto - bloccato il corteo acqueo del Comitato No Grandi Navi in Canal Grande. «Sentirò il prefetto - dice il primo cittadino - ma dico fin da subito perchè no? Credo che, almeno in certe occasioni, sia giusto ripensare questa norma». E mentre il sindaco lancia l'ipotesi, dal canto proprio Caccia, con un'interrogazione inviata ad Orsoni, ha ufficialmente chiesto la "cancellazione" della disposizione di Ca' Corner. «E paradossale che le Autorità competenti, a partire dai ministri Clini e Passera fino alla Capitaneria di Porto, continuino a consentire il passaggio in Bacino e nel Canale della Giudecca di veri e propri "mostri del mare", mentre vengono diffidati e minacciati dalla Questura i cittadini che, con le loro piccole imbarcazioni, vogliono manifestare a difesa della salute e dell'ambiente, a tutela della città e della laguna. Dannoso e pericoloso per il patrimonio ambientale, storico e culturale è il decreto Clini-Passera che, piegandosi agli interessi della potente lobby della crocieristica, ha negato a Venezia le necessarie tutele riconosciute alle altre aree protette».