Silvia Conte replica al progetto di Save che riguarda l'area archeologica Scaramuzza (Pd) rincara la dose: «Se Marchi vuole comandare si candidi a sindaco» MESTRE. «A chi ha la responsabilità di amministrare è richiesta l'intelligenza e la capacità di coniugare i posti di lavoro, la cultura, lo sviluppo sostenibile e la salute delle persone, e di non badare solo agli affari». È la risposta del sindaco di Quarto d'Altino Silvia Conte, indignata dalla dichiarazione del Presidente di Save Enrico Marchi che, durante l'incontro con l'assessore del Comune di Venezia Gianfranco Bettin, per la presentazione del sito internet dedicato alla tutela dell'ambiente e al miglioramento della qualità dell'aria, ha proposto di spostare i mosaici di Altino e la zona archeologica per fare posto alla seconda pista per lo scalo di Tessera. «Il potenziamento dell'offerta aeroportuale va inserito in una visione strategica di rete delle infrastrutture del Nordest nella quale possono esistere alternative sostenibili alla seconda pista di Tessera-Altino - continua - Si evitino nuove barbarie e sfregi al nostro patrimonio culturale e ambientale: Altino è parte integrante del Sito Unesco "Venezia e la sua laguna" patrimonio dell'umanità. Si punti piuttosto con sempre maggiore decisione alla sua valorizzazione per nuove opportunità di sviluppo e di occupazione». Sul piatto della bilancia, secondo Marchi, i 30 mila posti di lavoro entro il 2030 che varrebbero lo «spostamento» dell'area archeologica e la collocazione dei mosaici in un museo. Dalla parte di Silvia Conte, presumibilmente, le 47 associazioni che avrebbero sottoscritto un esposto contro l'infrastruttura. «Ancora oggi leggo delle intenzioni della Regione Veneto di approvare finalmente un piano "Cresci Veneto" che punta all'economia della cultura e del paesaggio - conclude la prima cittadina - inoltre ci stiamo candidando a fare del Nordest la Capitale della Cultura nel 2019. E c'è chi pensa a far atterrare aerei sull'area archeologica di Altino, origine di Venezia. Questa è un'ulteriore prova della mancanza di credibilità nel dare una vera prospettiva da parte di chi governa la nostra Regione». Anche il consigliere del Pd Gabriele Scaramuzza interviene sulla questione. «Una volta in più il Presidente di Save pensa di essere padrone della città e di poterne disporre a proprio piacimento e interesse». «Non possiamo che ricordare a Marchi - aggiunge Scaramuzza - che la democrazia ha scelto altri e non lui a guidare la città, e soprattutto che questa stessa città non è e non sarà mai disposta a farsi espropriare la propria autonoma capacità di governo delle scelte territoriali e di sviluppo delle proprie comunità civiche». «Se il presidente Marchi vuole determinare le scelte della città di Venezia per il proprio futuro scelga la strada maestra: si candidi alle prossime elezioni amministrative alla guida del nostro Comune».