16 anni di attesa, l'annuncio a 45 anni dalla morte del Principe della risata Dopo tanti annunci caduti nel vuoto entro la fine dell'anno, come già dichiarato dal sindaco Luigi De Magistris nei mesi scorsi, il Museo Totò dovrebbe aprire i battenti nel Palazzo dello Spagnuolo. I fondi europei per la conclusione dei lavori di ristrutturazione sono stati, difatti, sbloccati, come annunciato dall'assessore all'Urbanistica Luigi De Falco. Un traguardo importante per cittadini e turisti che si riverseranno al Rione Sanità, dove il museo ha sede da oltre quindici anni pur non essendo mai stato inaugurato. E nello storico palazzo in via dei Vergini, per la precisione al secondo e al terzo piano (oltre ad un terrazzo), che si trovano i locali destinati ad accogliere i cimeli appartenuti al principe della risata. Un vero e proprio monumento all'arte e alla cultura contemporanee che non è mai stato possibile ammirare fino ad oggi, a causa dei ritardi nelle opere di riqualificazione e in alcuni problemi dovuti ad infiltrazioni d'acqua. Ora sembra, invece, che la parola fine sia stata messa all'epopea del Museo che la figlia del grande attore Liliana De Curtis attende da decenni. «Stiamo lavorando dall'ottobre 2011-spiega Giuliana Di Sarno, presidente della III municipalità - insieme agli assessori allo Sviluppo territoriale Lello D'Ambrosio e all'Urbanistica Salvatore Parisi per ottenere i finanziamenti del progetto Più Europa, che prevedeva lo stanziamento di 10 milioni di euro da parte dell'Unione europea e della Regione per il museo e altre opere da realizzare nel quartiere. Abbiamo incontrato l'assessore comunale De Falco, che ci ha annunciato lo sblocco di questi fondi che erano stati revocati dall'ente regionale a marzo 2011. Oggi finalmente siamo felici di poter annunciare che il Museo Totò aprirà le sue porte ai visitatori per marzo 2013». A 45 anni dalla morte della più grande maschera comica italiana, scomparso il 15 aprile 1967, e a 114 anni dalla nascita (15 febbraio 1898), si avvia dunque a diventare realtà una struttura annunciata in pompa magna dall'amministrazione comunale nel 1996. Annidi ritardi, di burocrazia farraginosa, di carenza di risorse finanziarie hanno, infatti, rallentato l'apertura al pubblico di quella che potrebbe essere una ricchezza inestimabile non solo del Rione Sanità ma dell'intera città di Napoli. «Un sogno che si realizza dopo sedici anni- afferma Pina Conte, direttrice dell'associazione Antonio De Curtis, che curerà la gestione del museo - dove dopo pene e rimandi continui nascerà un polo culturale e di legalità in un quartiere che da anni lotta con tutte le sue forze per recuperare ed aiutare i ragazzi di strada. Proprio a loro - continua Conte, che si occupa di 500 minori a rischio al Rione Sanità con il Progetto Oasi e delle loro mamme, inserite nella scuola Le donne di Sisina - il Museo Totò offrirà l'occasione di uno sbocco occupazionale, coinvolgendoli in prima persona. Ed è a questi ragazzi che lanciamo un messaggio: la legalità cammina a braccetto con la cultura. Solo studiando e istruendosi potranno fuggire la camorra». Tra i giovani che saranno coinvolti nella gestione del Museo anche gli studenti dell'istituto professionale «Caracciolo-Rosa» che, come spiega Di Samo, «faranno da guide per cittadini e turisti. Così aumenterà l'indotto economico del territorio e si darà ulteriore sviluppo all'artigianato locale, che ha una tradizione antichissima. Totò sarà il simbolo della rinascita del rione, a partire dai giovani, come lui ha sempre desiderato. Il Museo Totò sarà, inoltre, una delle sedi del Forum delle Culture 2013».