Le associazioni dei residenti: «Qui si rischia l'anarchia, vogliamo solo che si rispettino le regole» Alemanno e Bordoni sconfessano la proposta del Pdl: la giunta non la condivide La delibera che favorisce la diffusione dei tavolini all'aperto in centro, proposta da otto consiglieri del Pdl (più due de La Destra e dell'Api), è stata sconfessata dal sindaco Gianni Alemanno. Di fronte alla rivolta delle associazioni degli abitanti del centro storico, il sindaco ha spiegato: «Non è la posizione del mio partito e tanto meno quella dell'amministrazione. Questa delibera aveva già avuto il parere contrario dell'assessorato alle Attività Produttive già alcuni mesi fa. La prossima settimana ci sarà un vertice, da me richiesto, tra Roma Capitale e il ministero dei Beni culturali perché vogliamo ragionare insieme, trovare i poteri giusti per poter mettere una regola chiara contro il degrado del centro storico». Anche gli assessori Davide Bordoni e Dino Gasperini dicono no al provvedimento sostenuto da una fetta importante della maggioranza. Le associazioni dei residenti: «Si rischia l'anarchia, sarebbe sufficiente il rispetto delle regole». «Ma non è un problema di maggioranza, come lo devo spiegare?». Antonio Gazzellone, Pdl, «quasi» assessore visto che è consigliere delegato per il turismo, è uno dei dieci firmatari della delibera sui tavolini all'aperto rinnegata ieri dal sindaco e da due assessori. «L'hanno firmata anche due consiglieri dell'Api e della Destra - precisa Gazzellone - e poi il nostro era solo un contributo su una materia importante, qualcuno mi deve spiegare perché c'è tutto questo scandalo». Gazzellone ha letto cosa ha detto il sindaco sulla delibera? Citiamo testualmente Alemanno: «Non è la posizione del mio partito e tanto meno quella dell'amministrazione». Gazzellone replica: «Se deve diventare un problema di maggioranza io sono pronto a ritirare la firma». Ieri il caso della delibera «libera tutti» sui tavolini ha fatto infuriare il sindaco Gianni Alemanno. Che a metà giornata ha fatto sapere: «Si tratta di una delibera che la nostra giunta non condivide e che io giudico assolutamente in termini negativi. Questa delibera aveva già avuto il parere contrario dell'assessorato alle Attività Produttive già alcuni mesi fa. La prossima settimana ci sarà un vertice, da me richiesto, tra Roma Capitale e il ministero dei Beni culturali perché vogliamo ragionare insieme, trovare i poteri giusti per poter mettere una regola chiara contro il degrado del centro storico». Si dissocia dalla delibera e si schiera con il sindaco l'assessore al Commercio, Davide Bordoni: «Il testo è inapplicabile». Sulla stessa linea l'assessore alla Cultura, Dino Gasperini: «Si tratta di un testo che non va nella direzione né della tutela del centro storico né delle attività commerciali». Toni differenti da Ugo Cassone, Pdl, presidente della Commissione commercio che a proposito della delibera dice: «Mi sembra che sia un valido contributo da parte dei colleghi». Dalla minoranza attaccano. Natalie Naim, consigliere del I Municipio dei Verdi, osserva che la delibera, se passasse, avrebbe effetti devastanti a 360 gradi: dall'apertura a raffica di nuovi pub e ristoranti, alla vicinanza di dehors e tavolini ai monumenti. Dal Pd, il capogruppo di Roma Capitale, Umberto Marroni, parla di «un altro sfregio targato Bordoni».