Nuova bufera sui Girolamini. La procura di Napoli ha aperto un fascicolo sul furto di circa 1.500 libri antichi avvenuto nel corso degli anni dalla storica biblioteca dei Girolamini. Il furto è stato denunciato ai carabinieri del nucleo tutela beni culturali da Marino Massimo De Caro, direttore della biblioteca, in seguito al ritrovamento delle schede corrispondenti ai volumi mancanti. L'inchiesta è stata affidata dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo ai sostituti Serio e Fini. Sulla biblioteca e lo stato di conservazione dei volumi è in atto da tempo una polemica tra studiosi; proprio ieri 500 tra intellettuali e docenti universitari hanno rivolto un appello al ministro Ornaghi. È così che la Biblioteca dei Girolamini approda in Parlamento. Una polemica, a tinte fosche, che ieri si è arricchita di un altro tassello. Dopo le accuse a mezzo stampa del professor Tomaso Montanari della Federico II al Direttore della storica Biblioteca napoletana, Massimo De Caro definendolo inadeguato all'incarico, persona di ambigue frequentazioni nonché protagonista di foschi scenari giudiziari; i senatori Piscitelli e Palmizio ieri pomeriggio hanno presentato interrogazione al Ministro dell'Istruzione e della Ricerca, Francesco Profumo chiedendo se le accuse del docente rientrino nelle normali attività accademiche. La vicenda prende il via dopo un articolo, a firma di Tomaso Montanari, apparso il 31 marzo su un quotidiano partenopeo e nel quale, tra l'altro, si accostava la sparizione di 6mila volumi alla passata attività antiquaria del Direttore De Caro. Non solo. Montanari puntava il dito anche sulla persona stessa di De Caro. «Marino Massimo De Caro - denunciò tempo fa Montanari con un suo articolo - che incontro assorto nel maneggio dei volumi più pregiati della collezione, tra pile di libri preziosi incongruamente poggiate sul pavimento, lattine vuote di Coca cola che troneggiano sugli antichi banconi, un'avvenente ragazza ucraina a condividerne l'alloggio conventuale. La biblioteca (pubblica fin dal Seicento e ora statale: 150mila volumi, in massima parte antichi) è una delle più importanti d'Italia». Sulla questione del furto dei libri è intervenuta sulla stampa due giorni fa la senatrice De Feo specificando che i 6mila volumi sarebbero scomparsi tra il 1960 e il 2007 epoca in cui De Caro di sicuro non era il direttore. Botta e risposta, dunque, su una vicenda che non accenna a placarsi e che preannuncia ulteriori iniziative a colpi di petizioni, ispezioni e carta bollata. Intanto il direttore della Biblioteca dei Girolamini, proprio prima di Pasqua, è stato l'artefice del recupero a Londra di 28 volumi rarissimi che stavano per essere battuti in una nota casa d'asta inglese. Gioielli d'arte all'ombra del Vesuvio, un destino sospeso tra decadenza e meraviglie. Un "karma" che non ha certo risparmiato il grande complesso dei Girolamini, la cittadella che custodisce, non senza difficoltà, immensi tesori culturali, a cominciare dalla favolosa biblioteca, del cui degrado hanno parlato il "Corriere del Mezzogiorno" e il "Fatto quotidiano". Al centro della polemica il neo-direttore, Marino Massimo De Caro. Il direttore risponde e mette sulla bilancia i dati positivi. Ad esempio, subito dopo il suo insediamento, l'anno scorso, il neodirettore racconta di aver avviato un rapporto di stretta collaborazione con il capitano dei carabinieri Carmine Elefante, comandante del Nucleo di tutela del patrimonio culturale. Primo atto la denuncia (presentata il 21 giugno 2011) della scomparsa di un rarissimo incunabolo del 1486, per l'esattezza "Le favole di Esopo" di Francesco Del Tuppo.