Il direttore De Caro aveva denunciato la scomparsa di ben 1500 volumi antichi dalla struttura Interviene Rusciano, intanto i pm indagano NAPOLI «De Caro non lo conosco e non ho motivo di pensarne male, ma la sua nomina a direttore della biblioteca dei Girolamini non mi entusiasma. Credo che il ministro Ornaghi dovrebbe porsi il problema». Mario Rusciano, presidente del polo delle Scienze umane e sociali della Federico II, interviene nel dibattito sulla gestione dello straordinario patrimonio librario custodito nel complesso di via Tribunali. Come un migliaio di altri intellettuali e docenti universitari, Rusciano ha deciso di firmare l'appello al ministro affinché Ornaghi decida di interessarsi della biblioteca e del suo direttore, Marino Massimo De Caro, la cui nomina voluta dall'ex ministro Galan è stata contestata da molti. Il problema principale della biblioteca dei Girolamini riguarda il controllo sui libri che vi sono custoditi, migliaia dei quali sono stati trafugati nel corso degli anni. La vicenda è da qualche giorno materia di un'inchiesta della Procura di Napoli; è stato proprio De Caro a segnalare il furto di 1500 volumi ai carabinieri della tutela beni culturali, consegnando loro le fotocopie delle schede. Secondo Rusciano, Marino Massimo De Caro non è la persona adatta per occuparsi della biblioteca. «Non si tratta di un discorso personale chiarisce il professore ma ritengo che, in astratto, una persona che si occupa della compravendita di libri antichi non possa dirigere una struttura come quella dei Girolamini. Un ruolo del genere, secondo me, dovrebbe essere affidato a bibliotecari dotati di eccezionale abnegazione e spirito di servizio, scelti secondo criteri trasparenti». Quello del direttore non è ovviamente l'unico problema per il quale Rusciano auspica l'intervento del ministro. «Bisogna fare in modo che non avvengano più furti sottolinea e per raggiungere questo obiettivo è necessario agire su più fronti. Installare telecamere, per esempio; vigilare su quanti hanno accesso ai libri, che si tratti del personale o dei lettori, e, perché no, dotare i volumi di una protezione antitaccheggio. Bisognerebbe che, quando qualcuno prova a portare un libro fuori dalla biblioteca, suonasse un allarme acustico, come succede da Feltrinelli». Soluzione ideale ma di difficile attuazione, considerando l'enorme numero di libri (circa i5o.000) custoditi nelle sale. Inoltre la sicurezza dei volumi deve conciliarsi con quello della fruibilità della biblioteca: «Un patrimonio librario come quello ritiene Rusciano deve essere messo a disposizione dei lettori, della città: altrimenti è come se non esistesse». Fino a questo momento, invece, per un motivo o per l'altro così non è stato: «Mi auguro conclude il docente che il nostro appello spinga Ornaghi a fare qualcosa perché questa situazione cambi. Non c'è più tempo». Il giallo L'inchiesta è scattata dopo che il direttore della biblioteca, Marino Massimo De Caro, ha segnalato ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico i titoli di circa 1500 volumi trafugati nel corso degli anni. I magistrati (il fascicolo è stato delegato dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo ai sostituti Fini e Serio) hanno cominciato ad occuparsi del caso proprio in coincidenza con l'appello rivolto al ministro Ornaghi da 500 intellettuali perché l'eccezionale patrimonio librario della biblioteca venga preservato.
Napoli. Girolamini, servono allarmi per evitare i furti di libri
Il direttore della biblioteca dei Girolamini, Marino Massimo De Caro, ha denunciato la scomparsa di 1500 volumi antichi. I pm indagano sulla vicenda. Il presidente del polo delle Scienze umane e sociali della Federico II, Mario Rusciano, ha firmato un appello al ministro Ornaghi per affrontare il problema. Rusciano sostiene che De Caro non è la persona adatta per dirigere la biblioteca e che il problema principale è il controllo sui libri. Rusciano auspica l'intervento del ministro per risolvere il problema dei furti e per preservare il patrimonio librario. L'inchiesta è stata scattata dopo che De Caro ha segnalato i titoli trafugati ai carabinieri.
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