Parla l'ex assessore all'Urbanistica «Giù il muretto dell'Ara Pacis? Parte un esposto» Morassut: con quei soldi si fa un asilo. «Veramente, che quel sotto-passo non si potesse fare lo si sapeva dal 2007...». Roberto Morassut, parlamentare Pd e soprattutto ex assessore all'Urbanistica, usa toni pacati ma nei concetti appare furioso: «Anche sul Tridente, siamo di fronte all'ennesimo fallimento. Noi avevamo destinato i 20 milioni inizialmente stanziati per il sottopasso proprio per il Tridente, ma tutta la zona del centro è ridotta male, basta guardare piazza Augusto Imperatore: dopo 4 anni, sono ancora in corso i sondaggi archeologici...». Soprattutto, è pronto a dare battaglia: «Se l'intenzione dell'amministrazione Alemanno è di abbattere il muretto dell'Ara Pacis, che adesso non solo crea uno slargo, una zona d'acqua con la fontana, un luogo d'incontro per le persone molte vanno lì a leggere, a sedersi ma che è anche una barriera di sicurezza, che visto che lì accanto passano e passeranno le automobili, ecco, se vogliono spendere così i soldi pubblici, con i quali potrebbero quasi costruire un asilo nido in periferia, io presenterò immediatamente un esposto alla Corte dei Conti». Morassut, scusi, cominciamo dall'inizio: perché si sapeva dal 2007 che il sottopasso dell'Ara Pacis non si poteva fare? «Più o meno per i motivi indicati anche oggi: allora si capì che nel tunnel non si poteva realizzare una corsia d'emergenza, tra le paratie del complesso dell'Ara Pacis, i muraglioni e gli apparati radicali dei platani. Per questo destinammo quei fondi ad altro. A questo punto, però, avrei qualche domanda da porre». Prego. «Voglio dire: ma se era già tutto chiaro, se gli uffici comunali si erano già espressi, perché si sono spese risorse per qualcosa di non fattibile?». Ma quali spese ci sono state, visto che ancora non si è fatto niente? «C'è stata una gara? Si rischia un contenzioso? Il privato ha diritto a un risarcimento? Il punto è: se si è assegnato e appaltato, se lo si è fatto, tutto è stato messo in piedi per un progetto giudicato non realizzabile da anni». Adesso tornano d'attualità le voci che raccontano dell'intenzione di Gianni Alemanno di abbattere il muretto. «Quel complesso è sempre stato un suo obiettivo. All'inizio, appena eletto, disse che avrebbe trasferito l'Ara Pacis in periferia. E evidente che l'attuale sindaco ha un pegno elettorale da pagare con la parte più ideologica del suo partito, ma si tratta di una struttura pubblica realizzata con soldi pubblici». In verità sia l'operato dell'amministrazione Rutelli sia quello dell'era Veltroni furono a lungo esaminati dalla Corte dei Conti... «Esattamente, quelle carte e il nostro operato furono setacciati, e alla fine i magistrati contabili assolsero tutti, definendo le procedure "corrette e congrue". Alla luce di ciò, sapendo quanto è delicata la vicenda, io vorrei dire chiaramente e pubblicamente che al primo atto formale verso la demolizione del muretto io procederò con l'esposto alla Corte dei Conti. Vorrei che si evitasse una spesa per demolire un'opera già realizzata e funzionante che dovrebbe essere di almeno cinquecentomila euro: con ottocentomila si costruisce un asilo per sessanta bambini...». Al di là delle parole, crede che davvero in questi tempi di crisi si spenderanno soldi per demolire? «Alemanno aveva indicato nel gennaio 2012 il via ai lavori per la demolizione...».
ROMA - Morassut Ara Pacis Il muretto non va demolito.
L'ex assessore all'Urbanistica Roberto Morassut ha espresso la sua indignazione per l'intenzione dell'amministrazione Alemanno di abbattere il muretto dell'Ara Pacis a Roma. Morassut sostiene che il progetto non è fattibile e che i fondi destinati al sottopasso non sono stati utilizzati correttamente. Ha presentato un esposto alla Corte dei Conti e ha affermato che se il progetto andrà in porto, presenterà un altro esposto per chiedere il risarcimento dei soldi spesi. Morassut ha anche criticato l'amministrazione Alemanno per aver speso risorse per un progetto non realizzabile e ha chiesto di sapere se ci sono state spese per il progetto e se ci sono rischi di contenzioso.
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