Il museo romano replica all'avvio del commissariamento. Pio Baldi: «Bilanci in ordine e autofinanziamento oltre il 50» Ci sono volute poche ore, al Maxxi di Roma, per smaltire lo choc, dopo l'annuncio del commissariamento da parte del ministero. Ieri mattina la reazione: «Non c'è nessun buco ha detto il presidente della Fondazione Pio Baldi . Tutti i bilanci sono stati approvati, ma non è stato possibile approvare quello preventivo per il 2012 per l'ulteriore decurtazione dei fondi da parte del Mibac». E via con i numeri: i bilanci 2010 e 2011 si sono chiusi in pareggio con budget pari a circa io milioni di euro per anno, «il minimo indispensabile hanno insistito per l'attività del museo». Nel 2011, il sostegno pubblico ha subito un taglio di oltre il 43, scendendo al di sotto di 4 milioni, mentre la capacità di autofinanziamento del Maxxi ha raggiunto quota 5.562.000 di euro, superando il 50, «un livello di eccellenza». L'anno scorso hanno visitato il museo 450 mila persone. «Chi parla di una previsione di perdite pari a u milioni nel triennio conclude Baldi confonde deficit con fabbisogno». Ma è proprio sul futuro la paura più grande, con finanziamenti che si prosciugano e sponsor spaventati (progetto Fendi, che pure il ministero sta seguendo), Bmw (450 mila euro) e Telecom (300 mila) oltre al «caso» della Regione Lazio, in attesa di ratifica come socio e che «promette» 1,7 milioni in tre anni. «Il Cda ha mandato quattro lettere ai ministri Galan e Ornaghi ha detto il vicepresidente Roberto Grossi annunciando le sue dimissioni l'ultima il 18 gennaio». Il ministero ufficialmente non replica, ma dal Collegio romano si ripete che la procedura era «un atto dovuto» in assenza del bilancio preventivo 2012: «Nessuna guerra», quindi, «semmai un aiuto, visto che non si possono mettere in un bilancio cifre che non arriveranno». Il riferimento è ai fondi Arcus, che vengono da una percentuale sulle Infrastrutture e che non ci sono più. Per non parlare della Regione Lazio che a tutt'oggi non ha ancora versato la quota pattuita per l'ingresso nella fondazione. Per questo non è stato formalizzato il suo ingresso. L'unico a sostenere il Mibac è stato un suo ex inquilino, Giancarlo Galan. A criticare l'annuncio del commissariamento voci politiche che difficilmente stanno insieme: da Fabrizio Cicchitto (Pdl) «Un ingiustificato atto d'imperio», a Umberto Croppi (Fli) «Operazione bruttissima»; a Giulia Rodano (Idv): «L'impressione è che serva a trovare una poltrona a qualcuno». È Matteo Orfini (Pd) a svelare il nome del possibile commissario: «Cercano una exit strategy per Mario Resca». La Uil Beni culturali ne fa un altro, il segretario generale del ministero Antonia Pasqua Recchia, e ricorda: «Se queste Fondazioni dovessero caricarsi i costi del personale, avrebbero tutte i bilanci in passivo». Per il Maxxi si aprono dieci giorni intensi: questo il tempo offerto dal ministero al Cda per preparare un bilancio preventivo. Contando solo su incassi sicuri. E al Maxxi cominciano a guardare con preoccupazione altri musei italiani.