Fa discutere la variante al Piano regolatore che permetterebbe di edificare nuove strutture ricettive Il caso sembrerebbe quello classico del cane che rischia di mordersi la coda. Stiamo parlando della delibera di Giunta numero 358 del 2010 tramite la quale il Comune di Ragusa si dice propenso ad una variante al Piano regolatore generale per permettere a ditte private di edificare alberghi e strutture ricettive. Il Comune, infatti, si è reso conto che il numero dei posti letto disponibili è insufficiente per garantire alla città l'auspicato sviluppo del settore, con particolare riferimento alla fascia costiera. Del resto, gli ingredienti per puntare sul turismo ci sarebbero tutti: il mare, i diciotto monumenti che ricadono nell'area Unesco ed il paesaggio. Ma proprio su questo punto casca l'asino. Delle 19 ditte che hanno ottenuto il permesso di edificare, infatti, ben otto casi prevedono costruzioni che ricadono in aree sottoposte al vincolo paesaggistico. È come se uno degli oggetti dell'interesse turistico, il paesaggio, rischiasse di venire aggredito da quella che dovrebbe essere la soluzione per il turismo stesso, ovvero la costruzione degli alberghi. Un paradosso? Forse. Il punto di partenza, comunque, resta quello della delibera del 2010. "Le strutture alberghiere esistenti sulla fascia costiera sono poco numerose e di scarsa consistenza in capacità di posti letto. Poco adatte, dunque, a ricevere flussi turistici organizzati". La delibera nulla dice a proposito dei residence edificati a Marina di Ragusa come tali ma mai adoperati se non per essere in qualche modo venduti come case di villeggiatura, ma questo è un altro problema. Qui il fatto è che a Marina di Ragusa non ci sono spazi idonei e che, di conseguenza, occorre erigere alberghi in zone non previste dal Prg. Ma il problema si risolve con una semplice variante allo strumento urbanistico. Tutto a posto, dunque? Niente affatto. Perché la costruzione di alcune strutture confliggerebbe in ogni caso con i vincoli imposti dal piano paesistico attualmente in vigore. La domanda è, a questo punto, cosa faranno i due enti pubblici per ovviare a questo problema? Le associazioni ambientaliste, intanto, mettono le mani avanti. È Legambiente, per voce del suo rappresentate Claudio Conti a mettere sull'avviso Comune e Soprintendenza. "Non è possibile parlare dell'ipotesi di costruire alberghi sia nelle zone protette dal vincolo paesaggistico che in quelle di verde agricolo. Non lo diciamo noi, ma una sentenza della Corte di cassazione penale che vieta di edificare e dare vita ad attività in zona agricola se non strettamente connesse alle attività agricole stesse". A complicare le cose ci sarebbe anche la legge regionale 7178. "Tale norma - prosegue Conti - vieta esplicitamente la costruzione di alberghi in zona agricola e, finora, ha consentito solo due deroghe per capannoni artigianali o industriali". Ma su tutto sembra presiedere il Piano paesistico. "Sul Piano non si passa - proseguono da Legambiente - a meno da non volere incorrere in pesanti irregolarità. Del resto le inchieste su cava Misericordia ed altre zone parlano chiaro. La Soprintendenza deve svolgere il suo ruolo di tutela del paesaggio ed è quello che ci auguriamo faccia in questo caso". Secondo Legambiente, dunque, l'unica possibilità per il Comune sarebbe quella di adottare una variante al Prg ma solo per gli ipotetici alberghi da erigere al di fuori dalle zone tutelate dal Piano. "La nostra paura - conclude Conti - è che dietro a questa iniziativa non ci sia alcun fatto culturale o economico, ma solo la volontà di favorire società che stanno avanti a protezione di nomi ben noti della politica locale". Il Comune, dal canto suo, precisa che la delibera di Giunta in questione reca la data del 6 agosto, dunque qualche giorno prima che il Piano paesistico venisse adottato dalla Regione. La Soprintendenza tuttora non ha fatto pervenire obiezioni particolari. In ogni caso l'ultima parola toccherà alla Regione, chiamata ad approvare le modifiche al Piano regolatore in funzione dello sviluppo turistico del ragusano. 15042012
SICILIA - Non mettiamo a rischio il paesaggio
Il Comune di Ragusa ha proposto una variante al Piano regolatore generale per permettere la costruzione di alberghi e strutture ricettive nella città, in quanto il numero di posti letto disponibili è insufficiente per garantire lo sviluppo del settore turistico. Tuttavia, otto delle 19 ditte che hanno ottenuto il permesso di costruire prevedono costruzioni in aree sottoposte al vincolo paesaggistico. Le associazioni ambientaliste, come Legambiente, hanno espresso preoccupazioni sulla possibilità di costruire alberghi in zone protette dal vincolo paesaggistico e hanno richiesto che il Comune e la Regione adottino misure per evitare tale costruzione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo