In merito all'articolo comparso su La Sicilia dell'11 aprile, mi è d'obbligo chiarire alcuni punti fondamentali che riguardano sia lo sgombero in atto che i lavori relativi all'ex Convento dei Gesuiti. Innanzitutto voglio comunicare alla collettività che il progetto definitivo di consolidamento, restauro e messa in sicurezza dell'edificio è stato approvato in conferenza dei servizi in data 21 marzo, e siamo in attesa del decreto di finanziamento che dovrà essere verosimilmente emesso in tempi molto brevi dalla Protezione Civile, essendo il finanziamento incardinato sul capitolo relativo alla L. 433'91. Grazie a questo progetto, che interessa tutto il complesso per alcune parti consolidamento - come il tetto e alcuni interventi strutturali - e il primo cortile e le facciate per gli interventi di restauro, verranno rimosse le cause di inagibilità che hanno portato all'emanazione dell'Ordinanza Sindacale n183 del 25 agosto 2009, verrà condotto un restauro di liberazione di alcune superfetazioni presenti al piano 2 nella porzione di copertura del portico lungo il prospetto lato nord della Chiesa al fine di liberare le finestrature ivi esistenti e migliorare staticamente l'edificio, e si realizzerà un corpo scala principale in acciaio, localizzato all'angolo tra Via Gesuiti e Via Crociferi, che collega i tre livelli, e che quindi costituisce al contempo via di fuga sicura ai fini antincendio, e superamento delle barriere architettoniche, nonchè un ascensore all'interno della stessa scala. I lavori di restauro comprenderanno tutti i prospetti principali esterni, compreso quello della Chiesa. E' quindi evidente che il "destino incerto" paventato nell'articolo è fuori discussione, essendo più che certo invece che il complesso dell'ex Convento è positivamente e fortemente segnato e va nella direzione giusta che pone rimedio alle criticità esistenti per riconsegnarlo alla città nel pieno della sua bellezza ma anche sicurezza e funzionalità. Per quanto riguarda lo sgombero dei locali, che attualmente sta effettuando una ditta per conto della Provincia, è evidente che doveva essere fatto proprio dall'ente che lo aveva in uso, che, evidentemente ha deciso in base alle proprie disponibilità e organizzazione le modalità con cui sta avvenendo cioè con un affidamento a una ditta privata, il cui costo è assolutamente in linea con il servizio reso e comunque lo sgombero, come già ripetuto anche in altre sedi, era assolutamente necessario per il prosieguo dei lavori di recupero e consolidamento da parte della Regione Siciliana. arch. Vera Greco Soprintendente per i Beni culturali - Catania 14042012