R2 CULTURA Avviata la procedura dal ministero dei Beni Culturali Progettato da Zaha Hadid, vincitrice di un concorso che risale al 1998, costruito dopo un decennio di lavori e oltre 180 milioni di euro di pubblica spesa, il Maxxi si ritrova a crollare sotto i fendenti della crisi, con i fondi che mancano e gli sponsor che prendono il largo, non riuscendo a garantire la copertura economica del futuro più immediato, per un cifra che si attesta - secondo le stime ufficiali diffuse dal ministero dei Beni culturali - sugli 11 milioni di euro. Ma già il bilancio 2011 ha registrato «un forte disavanzo» (pari a circa 800 mila euro) che, spiegano dal Collegio romano, «rischia di aumentare sensibilmente nel 2012». A questo punto la Fondazione Maxxi, costituita nel luglio 2009 per la gestione delle attività di promozione culturale del museo e presieduta da Pio Baldi, ha dieci giorni di tempo per presentare le proprie "controdeduzioni" nella speranza di evitare appunto il commissariamento. Ma, a meno dell'arrivo in extremis di grandi sponsor, seguirà nelle prossime settimane la nomina di un commissario per tenere gli occhi bene aperti sull'assetto gestionale del museo. Ed è praticamente certo che si tratterà di un manager, un "portatore d'acqua" alle risorse prosciugate del Museo. A proposito di conti: per i priIl Maxxi fa default. Per la Fondazione che ha il compito di amministrarlo è l'ora del commissariamento. La drastica decisione sul Museo delle arti e dell'architettura del XXI secolo è stata presa dalla direzione generale, dopo la valutazione delle carte e soprattutto della previsione di bilancio per il triennio 2012-2014, non approvato nel corso dell'ultima riunione del consiglio di amministrazione, all'inizio di aprile. Ma non c'è alcun «rischio chiusura», chiarisce il ministro Lorenzo Ornaghi che sottolinea come «il futuro di questa importante istituzione italiana mi sta molto a cuore». mi tre anni di attività, il Maxxi ha goduto di un cospicuo sostegno statale. Oltre ai cinque milioni iniziali impegnati per incentivare nuove acquisizioni in collezione; 1 milione e 600 mila euro è stato erogato nel 2009e anche nel 2010, mentre nel 2011 il contributo è stato di 4 milioni di euro. Ora che questo sostegno viene a mancare servirebbero con urgenza partner in grado di controbilanciare gli introiti pubblici. Tra i main sponsor di questo primo triennio figurano, tra gli altri, la Regione Lazio, Bmw, Telecom e il Gioco del Lotto. Dal Maxxi la reazione è di «sorpresa»e di «preoccupazione» per l'avvio delle procedure di commissariamento, una scelta che, si legge in un comunicato, «danneggia la credibilità internazionale del museo, i rapporti con sponsor e finanziatori privati e con la Regione Lazio, da dicembre nuovo socio fondatore del Maxxi». La replica è tutta affidata alle cifre: 450 mila visitatori nel 2011 e oltre il 50 di autofinanziamento; i bilanci di 2010 e 1011 chiusi in pareggio. Ma il sostegno pubblico, pari al 68 nel 2010 è sceso al 41 nel 2011: sono stati questi tagli a rendere impossibile l'approvazione del bilancio di previsione in sede di cda.