LA SACRESTIA "provvisoria" di fianco al duomo, progettata nel '97, dopo il rogo della Cappella della Sindone, dagli architetti Gabetti e Isola, sarà rimossa. Prima però occorrerà individuare - e un'ipotesi già c'è - uno spazio alternativo destinato alle operazioni che riguardano la Sindone, dalla ricerca, alle fotografie e scansioni, alle eventuali emergenze. E trovare i fondi necessari - stimati sui 700-800mila euro - per il trasloco dell'attuale struttura e l'adattamento di nuovi spazi. Questii temi sul tavolo dell'incontro ieri in Curia tra l'arcivescovo Cesare Nosiglia e il direttore regionale dei beni culturali Mario Turetta, alla ricerca di possibili soluzioni. Incontro che segue altri già avvenuti a partire dall'autunno, quando anche in seguito ad articoli pubblicati su "Repubblica" si era sollevato il caso di piazza San Giovanni, che tanto piazza non è, quasi uno spazio di risulta, che necessita di un ripensamento e di nuove aperture. In vista anche della nuova funzione di "porta" del Polo Reale con i suoi palazzi e musei. Sul banco degli imputati c'era stata proprio la nuova Sacrestia, realizzata, dopo l'incendio e in vista dell'ostensione del '98, con materiali di costruzione non idonei a una lunga sopravvivenza. La struttura, secondo la allora soprintendente Luisa Papotti, che aveva lanciato la sfida "Save piazza San Giovanni", ostruisce tra l'altro la vista del torrione Ormea, che riproduce le stesse decorazioni di Palazzo Reale e costituisce una sorta di cerniera tra quell'edificio e il duomo. Altri incontri seguiranno, ma ormai il dialogo è avviato e si va verso l'accordo. Per il sacro lino si è già in parte individuato un altro spazio, nei pressi del duomo, che per ovvi motivi di sicurezza si vorrebbe mantenere segreto. Caduta l'ipotesi avanzata in precedenza di realizzare una sorta di "clean room" nello "scurolo", il locale sottostante la cappella del Guarini, al momento di difficilissimo accesso per le imponenti strutture di sostegno all'edificio (dubbi in proposito erano stati avanzati dalla Commissione diocesana per la Sindone, che aveva sottolineato i rischi per la reliquia, in presenza del cantiere) si sarebbe ipotizzato un possibile locale non distante dalla cattedrale, di proprietà della Soprintendenza. Spazio che necessita di un recupero atto alla nuova funzione. Per i fondi si conta comunque sul soccorso della Compagnia di San Paolo.
TORINO - Addio alla sacrestia provvisoria C'è l'accordo per rimuoverla. Vertice tra Nosiglia e Turetta, è caccia ai finanziamenti
L'arcivescovo Cesare Nosiglia e il direttore regionale dei beni culturali Mario Turetta si sono incontrati per discutere della "provvisoria" sacrestia di fianco al duomo, progettata nel 1997, che sarà rimossa. Occorrerà individuare uno spazio alternativo per le operazioni sulla Sindone e trovare i fondi necessari per il trasloco e l'adattamento di nuovi spazi. L'incontro segue altri già avvenuti e si cerca di trovare soluzioni per il ripensamento della piazza San Giovanni e la nuova funzione del Polo Reale. La Sacrestia, realizzata con materiali non idonei, ostruisce la vista del torrione Ormea e costituisce una cerniera tra il duomo e Palazzo Reale.
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