Primo sì in commissione al regolamento voluto dai commercianti. Insorge il Pd IL PARERE delle Soprintendenze non sarà più vincolante. La concessione di suolo pubblico diventa una mera autorizzazione, sancendo il diritto acquisito per i gestori di utilizzare lo spazio davanti ai loro locali senza limiti temporali. Sarà possibile apriree trasferire bare ristoranti in qualsiasi zona del centro, anche nelle aree un tempo tutelate come piazza del Popolo, piazza di Spagna o piazza Venezia. Via libera alle stufe a gas,e da ottobre ad aprilei dehors potranno essere avvolti da tende in plexiglas trasparente. Sono solo alcune delle novità contenute nel Testo unico, già approvato dalla commissione Commercio e arrivato al parere dei municipi. Un regolamento ad hoc che accorpa due delibere: la 35 del 2010 sulla somministrazione e la 752010 sulle occupazioni di suolo pubblico. Una proposta che sancisce una sorta di sanatoria al tavolino selvaggio nelle piazze storiche. Ecco le novità in dettaglio. L'articolo 10 della delibera 35 prevedeva la tutela di alcune zone del centro dove non potevano essere aperti bar e ristoranti. Questo passaggioè stato stralciato: il nuovo articolo 10 non prevede alcun rispetto per rioni come Trastevere, Testaccio, San Lorenzo. L'articolo 26 del nuovo regolamento trasforma la concessione di suolo pubblico in mera autorizzazione: in sostanza il suolo da pubblico diventa, in modo permanente, privato, con una sorta di "donazione", senza oneri se non un modesto canone. All'articolo 28 si legge che nelle piazze pedonali sarà possibile occupare con i tavolini anche le aree sotto ai marciapiedi. E qui il caso piazza Navona docet. «Ecco perché la giunta aveva "sfilato" i piani di massima occupabilità di piazza Navona e piazza della Rotonda da quelli approvati a gennaio: con questo regolamento le occupazioni illegittime saranno "sanate" - ammette Roberto Tomassi, del Coordinamento residenti centro storico, pronto a chiedere l'intervento dell'Unesco - Il Comune non solo si piega agli interessi di categoria sospendendo le rimozioni, ma va oltre e premia i ristoratori "regalando" loro il suolo pubblico. È uno tsunami per il patrimonio culturale». Non si salvano le piazze e le aree vincolate con l'articolo 30: infatti, i pareri delle Soprintendenze non sono più vincolanti e quindi diventano inutili. Si potrà, dunque, aprire una paninoteca o una birreria anche davanti al Colosseo. «La peggior porcata mai vista - tuona il consigliere comunale del Pd, Athos De Luca - Una completa deregulation col suolo pubblico che si privatizza. È incostituzionale. Non passerà. Presenterò decine di emendamenti». E il minisindaco Corsetti è pronto ad organizzare un coordinamento con i presidenti di municipio per una manifestazione di sostegno alle Sovrintendenze.
ROMA - Campidoglio, ecco la sanatoria per i dehors cancellate le tutele per le piazze storiche
Il Testo unico approvato dalla commissione Commercio ha regolamentato la somministrazione e le occupazioni di suolo pubblico. Il nuovo regolamento sancisce la privatizzazione del suolo pubblico, consentendo ai gestori di utilizzare lo spazio davanti ai loro locali senza limiti temporali. Le aree vincolate come piazza del Popolo, piazza di Spagna e piazza Venezia saranno aperte a ristoranti e bar. Le stufe a gas e le tende in plexiglas trasparente saranno autorizzate anche fuori stagione. Il regolamento trasforma la concessione di suolo pubblico in mera autorizzazione, senza oneri se non un modesto canone. Le piazze pedonali saranno aperte a tavolini anche sotto ai marciapiedi.
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