VENEZIA «Siamo qua, a completa disposizione della magistratura. Le nostre porte sono aperte: chiunque voglia venire a vedere i lavori, faccia pure». Così aveva detto Raffaele Alajmo, «anima» con il fratello Massimiliano del ristorante «Le Calandre» di Rubano e, dal giugno scorso, dello storico caffè Quadri di piazza San Marco. E la Polizia municipale lo ha «esaudito». Dieci giorni fa gli agenti della sezione di polizia giudiziaria dei vigili urbani hanno visitato il locale, su mandato del procuratore aggiunto di Venezia Carlo Mastelloni. Il magistrato un paio di mesi fa ha aperto un fascicolo conoscitivo, con l'obiettivo di capire se le modifiche al bancone e agli interni costate 800 mila euro di restauri siano state tutte autorizzate, come e da chi. Sull'esito delle verifiche c'è il massimo riserbo da parte degli inquirenti. Nessuno si sbilancia, anche perché l'indagine è ancora in corso. Ma pare che già una prima relazione dei vigili sia arrivata sul tavolo del procuratore aggiunto. Mastelloni era stato colpito in prima persona da quegli interventi che hanno trasformato lo storico locale negli ultimi mesi, criticati da molti in quanto avrebbero trasformato un locale storico di enorme prestigio in una sorta di «cicchetteria». D'altra parte però il piano dei fratelli Alajmo non era segreto. «L'obiettivo è di farne anche un caffè per i veneziani - avevano detto - Ci sarà un bancone con cicchetti e il caffè costerà come negli altri posti». Il 2 giugno era stato inaugurato il nuovo ristorante al primo piano, in novembre è toccato al caffè del piano terra. Un intervento, quest'ultimo, che aveva portato a un nuovo bancone in ottone, a isole di servizio in foglia d'oro, a poltroncine in velluto verde. Proprio per le sue origini settecentesche, però, il locale dovrebbe rispondere a precise normative, quelle sui beni culturali. Ed è questo aspetto ad essere finito nel mirino della procura di Venezia. Il codice del 2004 tutela infatti gli immobili storici e, per esempio, all'articolo 169 punisce chi «senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali». Ed è proprio sulle autorizzazioni in particolare sull'ok da parte della Soprintendenza che ora Mastelloni vuole fare chiarezza. Allo stato, comunque, non ci sarebbero indagati, né ipotesi di reato. «E' giusto che ci sia attenzione - aveva continuato Alajmo - E un segnale che a Venezia certe cose vengono valutate con particolare attenzione e controllo».
Venezia. I vigili urbani al caffè Quadri. Verifiche sui restauri
La Polizia municipale ha visitato il locale storico Quadri di piazza San Marco a Venezia su mandato del procuratore aggiunto di Venezia Carlo Mastelloni. L'indagine è stata aperta per capire se le modifiche al bancone e agli interni costate 800 mila euro di restauri siano state tutte autorizzate, come e da chi. La Soprintendenza è stata chiesta per confermare se le opere di restauro sono state autorizzate. Il locale, gestito dai fratelli Alajmo, aveva aperto un fascicolo conoscitivo per le modifiche. L'indagine è ancora in corso e non ci sono ancora indagati.
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