II futuro di Tessera. Botta e risposta tra il presidente di Save e il Comune. L'assessore: per noi il Pat è quello approvato Marchi: garantiamo 20 mila posti di lavoro. Bettin: allora spostiamo Venezia VENEZIA Spostare i mosaici di Altino per poter costruire la seconda pista dell'aeroporto di Tessera. La provocazione, che poi tanto provocazione non è, viene dal presidente di Save Enrico Marchi, preoccupato per lo sviluppo futuro dello scalo veneziano. L'area della nuova pista infatti andrebbe ad insistere in una zona in cui ci sono proprio i mosaici: «E' meglio spostarli in un bel museo e costruire in futuro la pista garantendo così almeno 20 mila posti di lavoro oppure lasciarli lì e avere 20 mila disoccupati?». Un quesito che secondo il presidente di Save ha una sola risposta possibile, nonostante il pressing continuo delle associazioni ambientaliste: «I vantaggi sarebbero maggiori rispetto ai disagi, che, non nego, ci sarebbero comunque: Tessera può diventare quello che è stata Marghera nel '900, evitando però gli errori che hanno causato danni ambientali che si pagano ancora oggi». «A questo punto forse conviene spostare Venezia un po' più a sud, magari in Polesine», ha detto l'assessore comunale all'Ambiente Gianfranco Bettin che ha partecipato alla presentazione del sito ambiente.veniceairport.it, un portale che spiega i progressi dell'aeroporto nella tutela dell'ambiente (sito che il presidente di Save ha definito uno strumento di dialogo con il territorio). La distanza tra Ca' Farsetti e la società che gestisce l'aeroporto continua a rimanere, nonostante avvicinamenti, ma anche allontanamenti repentini, come quando entra in gioco la seconda pista. In realtà sulla necessità dello sviluppo dello scalo veneziano sono tutti d'accordo, anche il sindaco, il problema è non accelerare quando ancora non serve. «Vedo molta malafede in giro ha ammesso Enrico Marchi ma bisogna distinguere tra chi vuole bloccare lo sviluppo comunque e chi vuole dialogare in buonafede». Tra i «no pista», 47 associazioni hanno sottoscritto un esposto contro l'infrastruttura, ci sono coloro che vorrebbero salvaguardare l'area archeologica di Altino che il nuovo nastro d'asfalto andrebbe a sfiorare. La questione è delicata e riguarda tutto il futuro di Tessera city, perché la fascia di rispetto della nuova pista andrebbe ad influenzare anche lo sviluppo del Quadrante, e quindi stadio, casinò, cittadella dello sport. Il presidente di Save propone di spostare lo stadio di cinquecento metri, ma Bettin tira dritto: «Per noi il Pat (piano di assetto del territorio, ndr) è quello approvato, ovviamente Marchi, come tutti i cittadini, ha diritto di dissentire e di fare le proprie valutazioni». Intanto però Save ha cercato di avvicinarsi ai cittadini con un nuovo sito, organizzato per aree tematiche riguardanti aria, acqua, rumore, rifiuti, elettrosmog. Di ogni tema vengono approfonditi gli aspetti legislativi, progettuali, lo sviluppo delle collaborazioni, i risultati ottenuti e le attività in corso di svolgimento. Un modo per mostrare che Save investe non solo per lo sviluppo del traffico ma perché questo avvenga in maniera armonica.
Altino (VE). Mosaici in museo per fare spazio alla pista
Il presidente di Save, Enrico Marchi, ha proposto di spostare i mosaici di Altino per costruire la seconda pista dell'aeroporto di Tessera. L'area della nuova pista andrebbe ad insistere in una zona in cui ci sono i mosaici. L'assessore comunale all'Ambiente, Gianfranco Bettin, ha espresso la sua opposizione, affermando che il piano di assetto del territorio (Pat) è quello approvato e che non è necessario spostare i mosaici. Marchi ha affermato che i vantaggi sarebbero maggiori rispetto ai disagi e che Tessera può diventare uno sviluppo simile a quello di Marghera nel '900.
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