«Distacco imprevedibile.» Frammenti di travertino sull'auto dei vigili, transennata la zona. Il 12 marzo era iniziato il monitoraggio Nessun problema per persone o cose. Ora i rilievi dei tecnici E' successo alle tre del pomeriggio. Senza nessuna motivazione apparente. Una ventina di frammenti di marmo del Campanile di Giotto sono caduti sul tetto della macchina dei vigili urbani, quelli che solitamente effettuano i loro giri di controllo in piazza del Duomo. Dopo i pezzetti caduti dalla Torre di Arnolfo nell'ultima settimana di marzo e il ben più pesante distacco di un pezzo di pietra (circa 80 chili per cinquanta centimetri di diametro) dalla Colonna dell'Abbondanza in piazza della Repubblica agli inizi di gennaio, il nuovo distacco di frammenti dal Campanile rilancia l'allarme sulla conservazione dei monumenti in città. Senza considerare tutti quelli già abbondantemente considerati a rischio come, per esempio, la Basilica di San Marco in una piazza oggi assediata dal traffico e dai bus. Ironia della sorte l'assedio del traffico in San Marco, che ancora resiste, è strettamente collegato alla pedonalizzazione di piazza del Duomo con il Campanile che, invece, si sbriciola. I fatti li hanno analizzati i tecnici dell'Opera del Duomo in un dettagliato report che, nel tardo pomeriggio, è stato diffuso: «un piccolo frammento di una tarsia di marmo verde, grande circa quanto un pacchetto di sigarette, si è staccato dal campanile di Giotto, lato Battistero, cadendo presumibilmente all'interno delle recinzioni di sicurezza poste intorno al monumento. L'esatto punto da cui la tarsia si è staccata non è identificabile essendo molte quelle mancanti. La caduta non ha causato danni a persone e cose». Ma l'Opera del Duomo effettua ogni anno una serie completa di controlli sulle superfici di tutte le facciate del Duomo e della Cupola, del Battistero e del Campanile. Operazione effettuata anche quest'anno e, di fatto, ancora in corso. «L'Opera di Santa Maria del Fiore si legge infatti nella nota ha effettuato il monitoraggio annuale delle parti inferiori delle superfici marmoree esterne del complesso di Santa Maria del Fiore appena il 12 marzo scorso, monitoraggio che è proseguito nell'arco di due settimane senza che siano stati riscontrati particolari problemi». Non solo: «Era già in programma, da martedì 17 aprile, l'opera di controllo della sommità della cupola del Duomo e del campanile di Giotto che essendo alto 84 metri richiede l'intervento di una speciale gru, la più alta d'Italia, con un braccio lungo 104 metri». La stessa gru che, del resto, aveva già effettuato la sua particolare ispezione nel luglio dell'anno scorso, meno di un anno fa. «Nonostante che l'Opera, effettui ogni anno la manutenzione esterna dei monumenti del complesso di Santa Maria del Fiore, investendo molto tempo e importanti risorse è la spiegazione dell'Opera, la possibilità di distacchi come quello odierno è da ritenersi comunque imprevedibile». E pensare che ogni anno sono parecchie le tessere di marmo che vengono riparate e quando serve sostituite dagli artigiani specializzati che continuano a lavorare, da sempre, alla manutenzione e alla conservazione di un complesso monumentale che il mondo ci invidia. Interventi che vengono eseguiti nel rispetto delle antiche tecniche perchè, ironia della sorte, 653 anni dopo la conclusione dei lavori le malte di migliore qualità parola di tecnico restano quelle antiche.