Danno da sei milioni di euro furti consumati da professionisti Trovato l'indice dei volumi svaniti Un patrimonio di libri andato perduto, scomparso, forse sottratto. Un probabile stillicidio di furti dal 1973 al 2009, destrezza - lenta e inesorabile - che avrebbe fatto scomparire circa 1500 esemplari di epoche diverse dagli scaffali di una delle più antiche biblioteche napoletane. È la denuncia di Marino Massimo De Caro, direttore della biblioteca, presentata ai carabinieri del nucleo tutela beni culturali, che attira l'attenzione sulla biblioteca e sullo stato di conservazione di volumi pregiati, unici. Cosa succede nell'istituto dei Girolamini? Stando alla denuncia, il direttore si è accorto di recente della scomparsa di 1500 testi, dopo aver consultato una sorta di schedario in cui erano stati appuntati tutti i titoli usciti dalla biblioteca. Uno schedario, un indice dei libri spariti dal 1973 al 2009, sotto una gestione precedente a quella attuale, ha spiegato il direttore ai carabinieri. Vicenda che finisce all'attenzione del procuratore aggiunto Gianni Melillo, fascicolo affidato ai pm Serio e Fini, si parte dall'esposto di De Caro: mancano all'appello libri come il «Dante» stampato da Aldo Manuzio nel 1502, ma anche come l'incunabolo del 1499 «Polifilo» e altri testi inestimabili. Sono stati sottratti gli esemplari più antichi e costosi, in azione ladri di professione. Un danno da cinque o sei milioni di euro, mentre sembra che la caccia ai testi spariti ha già dato qualche frutto, con il recupero di 28 volumi venduti da una casa d'aste londinese con tanto di via libera della soprintendenza della Lombardia. Strani giri per i libri perduti, come ha denunciato lo stesso De Caro, a sua volta finito al centro di un documento firmato da 500 intellettuali napoletani: Massimo Marino De Caro è accusato in un documento indirizzato al ministro Ornaghi per la conduzione della Biblioteca, in una vicenda destinata a finire a colpi di denunce incrociate. Intanto, facile immaginare che verranno ascoltati dalla pg i tre bibliotecari custodi dell'indice dei libri scomparsi in oltre venticinque anni, ma anche i dirigenti della precedente gestione della biblioteca.