NAPOLI L'appello per la biblioteca dei Girolamini è firmato da 500 tra i più importanti intellettuali. Citiamo solo alcuni nomi: Francesco Caglioti Gerardo Marotta, Nicola Capone, Mirella Barracco, Augusto de Luzenberger, Cesare de Seta, Andrea Graziosi, Paolo Macry, Paolo Maddalena, Giulio Pane, Salvatore Settis, Giuliano Amato, Remo Bodei, Marcello De Cecco, Ennio Di Nolfo, Dario Fo e Franca Rame, Carlo Ginzburg, Tullio Gregory, Gioacchino Lanza Tomasi, Gian Giacomo Migone, Alessandra Mottola Molfino, Lamberto Maffei, Dacia Maraini, Stefano Parise, Adriano Prosperi, Stefano Rodotà, Raffaele Romanelli, Oliviero Toscani, Rosario Villari, Giuliano Volpe, Gustavo Zagrebelsky. «Le scriviamo spiegano rivolti al ministro a proposito dello stranissimo e increscioso affare che riguarda l'attuale direzione della Biblioteca Nazionale dei Girolamini a Napoli, una delle biblioteche storiche più gloriose d'Italia, nata dalla passione culturale della congregazione di San Filippo Neri. Per volontà di Giovan Battista Vico, in essa confluirono i libri di Giuseppe Valletta: pegno vivo di una stagione in cui Napoli era un crocevia del pensiero filosofico europeo e vera capitale della Respublica literaria universale. Dopo le enormi perdite e trasformazioni di altri fondi librari avutesi nell'Ottocento, Napoli possiede ormai quest'unico esempio particolare di biblioteca pubblica di origine preunitaria». «Le chiediamo continua l'appello come sia possibile che la direzione dei Girolamini sia stata affidata dai padri filippini, con l'avallo del Ministero che ne è ultimo responsabile, a un uomo (Marino Massimo De Caro) che non ha i benché minimi titoli scientifici e la benché minima competenza professionale per onorare quel ruolo. E perché questa scelta sia stata fatta in un Paese e in un'epoca affollati fino all'inverosimile di espertissimi paleografi, codicologi, filologi, storici del libro, storici dell'editoria, bibliotecari, archivisti inoccupati e sottoccupati». L'appello si conclude con la richiesta di creare una commissione d'inchiesta sulla gestione della biblioteca dei Girolamini. Va detto che De Caro ha invitato pubblicamente i 500 firmatari a visitare la bibilioteca per rendersi conto di persona di come viene gestita e rispedendo al mittente ogni tipo di accusa sulla sua direzione.