Entra nel vivo la trattativa per il passaggio al Comune di palazzo Ducale e di altri spazi di grande pregio come le isole della Certosa e di Sant'Andrea Una lista di beni demaniali che lo Stato dovrebbe passare al Comune. Questione annosa, tempi lunghi della burocrazia. Ma la strada è segnata. L'altro giorno a Ca' Farsetti l'ultimo vertice tra il sindaco Giorgio Orsoni e il direttore regionale dei Beni culturali Ugo Soragni. Il «tavolo tecnico» dovrà decidere entro qualche settimana quali beni possano passare di mano. Tra gli altri, il palazzo Ducale, l'Idroscalo e l'isola di Sant'Andrea, la caserma Pepe del Lido, il complesso della Celestia, l'isola della Certosa. Ma anche molte parti dell'Arsenale, oggi in uso al Comune, ma che dovrebbero passare di proprietà al Comune. «Un percorso già avviato, del resto ce lo impone la legge», ha detto ieri il direttore generale del Demanio Stefano Scalera, «oggi la collaborazione tra Comune e Demanio è ottima, e anche il nostro obiettivo è quello di restituire al più presto i beni storici alla città». La palla adesso è in mano al direttore regionale, che dovrà dare il suo parere. In Arsenale il Comune punta ad avere in proprietà le Tese di San Cristoforo e le Nappe, e anche le tese delle Galeazze, di recente restaurate dal Magistrato alle Acque. Ma anche la «Tesa 105», inaugurata ieri. E gli spazi ancora oggi demaniali. Nelle nuove Tese il Comune vorrebbe mettere uffici e depositi della Fondazione Musei. Il progetto più ampio prevede invece il collegamento delle due parti attraverso il nuovo ponte e la fruibilità degli spazi non occupati dalla Marina per tutto l'anno. Oggi il complesso dell'Arsenale, poco meno di un quinto dell'intera superficie cittadina, è soltanto in parte usufruibile dal pubblico. La parte monumentale (Gaggiandre, Corderie) è in uso alla Biennale. La parte antica e a ovest del rio delle Galeazze è ancora in uso alla Marina. L'area nord è in concessione al Consorzio Venezia Nuova fino al 2025 per la manutenzione del Mose. Poi ci sono i capannoni: l'area della Tethis e una decina di Tese appena restaurate affidate dal Magistrato alle Acque al Consorzio Venezia Nuova. Altri capannoni dati invece al Cnr, che si è di recente trasferito qui vendendo ad uso alberghiero la sua storica sede sul Canal Grande di palazzo Papadopoli. Un altro capannone dovrebbe essere affidato al Centro maree. Infine, la darsena Utilizzata da mezzi militari e dei carabinieri, concessa per l'ormeggio alle grandi barche da lavoro del Consorzio Venezia Nuova. L'obiettivo del Comune è quello di ottenerne se non la proprietà la concessione. Per farne un luogo di eventi dedicate alle barche. In fondo l'Arsenale dai tempi della Serenissima era la più grande fabbrica al mondo di navi. Luogo ideale per le attività legate alla cantieristica e al mare. L'ingresso della Tesa 105» inaugurata ieri dopo il restauro.