La Pompei del futuro non solo un contenitore del patrimonio culturale e religioso, ma anche un volano per lo sviluppo occupazionale. Con i «iPompei», il progetto finanziato dall'Unione Europea e dalla Regione Campania e che vede coinvolti il Comune di Pompei, la Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli, Ambrosetti THEA, il Centro Regionale di Competenza Benecon, parte l'innovazione per i beni culturali, questa grande risorsa che può contribuire alla crescita dell'economia del Paese, costituendo il volano di un meccanismo virtuoso per il territorio e di uno sviluppo dei flussi turistici che vada oltre la stagionalità. «Con questa iniziativa, che vuole diventare un appuntamento annuale - evidenzia il sindaco Claudio D'Alessio - Pompei vuole diventare uno stabile trampolino per il rilancio di proposte, soluzioni ad alto livello di competenze e professionalità che, messe in rete con il sistema delle imprese, possano dare vita ad un modello di gestione avanzato dei beni culturali in grado di generare valore, favorendone una migliore fruizione ma anche fornendo opportunità di incontro ira domanda e offerta di innovazione». Pompei, così, chiama i vertici delle principali realtà del settore dei beni culturali, della ricerca scientifica, dell'economia, della politica e delle istituzioni, per riunirli in un «cenacolo» aperto sul panorama delle nuove tecnologie applicabili al settore. I «cervelli» mondiali dell'archeologia, della finanza e della statistica uniranno le loro esperienze per mettere punto un modello di riferimento per la gestione (r)innovativa dei beni culturali. Gli esperti si confronteranno per stilare una strategia di rilancio e di conservazione degli scavi di Pompei e dei siti minori. Con «iPompei», un progetto da seicentomila euro, (finanziato per 330mila euro dalla Regione Campania, per 200mila da sponsor privati e 70mila euro dalle iscrizioni ai tavoli internazionali), il Comune metterà, dunque, il patrimonio archeologico in «vetrina» per attirare gli stakeholder del settore delle tecnologie per i beni culturali. Tra aprile e giugno la città farà da scenario ad un percorso, diviso in quattro giornate, di incontri, dibattiti ed eventi sulle nuove frontiere dell'innovazione tecno-archeologica. L'evento avrà importanti ricadute in termini sia di attrattività territoriale-turistica che di politica industriale, favorendo l'emersione di nuovi settori, nuove iniziative imprenditoriali e generando ricadute anche su settori non direttamente correlati ai beni culturali. Saranno coinvolti, ad esempio, il sistema alberghiero e della ristorazione, il sistema dei trasporti locali, l'interpretariato e i servizi congressuali, il commercio e il merchandising legato all'iniziativa e il sistema culturale-museale.