40 I figuranti che, vestiti da centurioni, si guadagnavano da vivere con i turisti. Sembra una storia senza fine quella dei centurioni e il Colosseo, ieri l'ultima puntata con i figuranti che salgono fino al secondo anello inseguiti dai vigili con l'ordine di sgomberarli. E via tafferugli, minacce e malori (veri o finti). In fondo l'avevano promesso i 40 gladiatori, «questo è il nostro posto di lavoro e combatteremo per non perderlo», allorché una disposizione della Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma aveva invitato il Comune a ripristinare il decoro a partire dal 6 aprile, giorno della via Crucis. Ovvero a far sparire centurioni, camion bar e venditori abusivi. Un tentativo che, per ora, si è concentrato sui figurantiantichi romani. E se da una parte la soprintendente Mariarosaria Barbera dopo aver espresso la sua posizione netta a favore del ripristino del decoro nell'area archeologica centrale si è detta favorevole ad un tavolo istituzionale, dall'altra ieri il segretario generale del Ministero, Antonia Pasqua Recchia ha precisato che «non possiamo accettare la presenza dei cosiddetti centurioni. Possiamo anche regolarizzare queste figure storiche, ma la loro presenza all'interno del sito archeologico è da escludere». Una posizione condivisa da Mario Resca, direttore generale del Mibac per la valorizzazione del patrimonio: «O li cacciamo definitivamente oli regolamentiamo inquadrando figure, luoghi e regole. Dobbiamo sviluppare la cultura dell'ospitalità, non possiamo accettare che i visitatori dei nostri siti archeologici vengano importunati», ha detto. E il Campidoglio stretto tra ministero e centurioni ieri si è occupato anche degli artisti di strada, «con l'approvazione della delibera e con il messaggio fermo ai finti centurioni abbiamo lanciato un importante segnale per il rispetto della legalità», ha commentato il sindaco Gianni Alemanno.