Io e i quattro consiglieri non prendiamo un soldo, i ricercatori 1200 euro. Dalla politica dovrebbe arrivare un segnale "Quando mi dicevano 'non ci sono soldi', mi meravigliavo che si lasciasse morire un'istituzione attiva dalla fine del '500." È scandalizzata Nicoletta Maraschio, professore ordinario di Storia della lingua italiaa all'Università di Firenze e presidente a stipendio zero della prestigiosa Accademia della Crusca, l'istituto nazionale per la salvaguardia, lo studio e la promozione della lingua italiana. È amareggiata dalla distribuzione arbitraria di denaro fatta dai partiti a fondazioni e scuole, anche senza storia e senza meriti: "Tutti sanno che la distribuzione del denaro è frutto di una scelta". "Io ho sempre creduto che l'Accaemia fosse una priorità, non fiorentina o toscana, ma nazionale dice-. Mi meravigliavo che i governi privilegiassero, tanto per dirne una, la scuola privata della moglie di Bossi rispetto a un'istituzione secolare come la Crusca. È motivo di indignazione e scandalo scoprire quanto denaro è andato ai partiti e non alle istituzioni culturali che vivono in condizioni di estrema precarietà". I fondi sono sufficienti per mandare avanti l'attività? "Questo è un anno veramente importante. Siamo stati ripresi per i capelli dal decreto Salva Italia con una dotazione annuale di 700mila euro. Dal rischio concreto di chiusura, dalla precarietà assoluta in cui vivevamo da tantissimi anni, ora abbiamo una base da cui poter ripartire con un minimo di stabilità. Dovremo pensare a una serie di cambiamenti, a cominciare dal personale per arrivare a nuovi progetti che qualifichino sempre meglio l'Accademia come il centro più importante di ricerca sulla lingua, del passato e del presente. La nostra richiesta era di un milione di euro: sono arrivati 300 mila in meno." Quante persone lavorano per la Crusca? "Abbiamo 6 dipendenti. Tanto per dare un'idea, in Germania l'istituto per la lingua tedesca ne ha 80 per fare lo stesso lavoro. In questi anni hanno lavorato con noi dai 15 ai 20 collaboratori: ricercatori super qualificati con stipendi tra i 1.000 e i 1250 euro al mese". Lei quanto guadagna dalla Crusca? E i consiglieri? "Io non prendo un centesimo, come i quattro consiglieri. Avevo il mio stipendio da professore universitario, sono appena andata in pensione. Ora dovremo cercare finalmente quel direttore amministrativo che non abbiamo mai avuto:abbiamo dovuto pensare noi anche ai lavori di ristrutturazione della sede." Crede che i politici dovrebbero ridursi lo stipendio? "Io penso di sì, se non altro come segnale per cambiare il giudizio dell'opinione pubblica. Credo che i partiti abbiano una funzione importante, ma nessuno potrà giudicarli positivamente se non saranno capaci di dimostrare che sanno autogovernarsi anche dal punto di vista economico, cancellando una serie di privilegi". Alla luce dei fatti, non converrebbe trasformarsi in partito politico anziché restare un ente che promuove e fa cultura? "La Crusca ha dimostrato in questi anni che con pochissime risorse, alla ricerca di denaro attraverso progetti qualificanti un po' ovunque dal privato e dal pubblico, si riesce ad essere un centro di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo. Mi piacerebbe che lo stesso si potesse dire dei nostri partiti politici."