«C' È STATO un aumento indiscriminato delle volumetrie che hanno gravemente compromesso lo spazio interno». Interviene sul caso del megastore Eataly, Clara Lafuente che insieme al padre Julio progettò l'air terminal Ostiense negli anni '90. E oggi mostra i fogli del vincolo messo dalla Soprintendenza comunale per salvaguardare quello che l'architetto Giorgio Muratori definì "il più bell'edificio del post-moderno a Roma". L'ente ha messo delle tutele sia sulle facciate esterne sia sugli spazi interni che devono rimanere aperti. «La riqualificazione è pienamente condivisibile poiché purtroppo per anni quella zona è stata abbandonata al degrado - continua Lafuente - Ma crediamo sia necessario il rispetto della qualità che è anche architettonica». Insomma il restyling non doveva basarsi su un mero calcolo dello sviluppo commerciale ma avrebbe dovuto avere uno sguardo più attento alla struttura che fu pensata con un'imponenza volumetrica che ricorda le antiche terme romane. «Un progetto di questo tipo non può essere considerato solo una pelle, ma occorre pensare alla conservazione del volume del vano interno che è poi, insieme alle facciate, quello che viene tutelato dalla Soprintendenza. È la Carta della qualità che limita le destinazione e lo stravolgimento dello spazio principale interno - continua l'architetto - Il complesso aveva un grande sfogo ma ora non lo ha più. Sono stati costruiti indiscriminatamente dei piani senza lasciare un ambito di respiro, ci sono solai davanti alle vetrate che fanno perdere la trasparenza degli affacci». La qualità del restauro viene, dunque, bacchettata: «La fame di superficie utile è stata gravemente penalizzante per l'edificio. Non c'è stata generosità, è stato sfruttato tutto per un fine commerciale». Nell'attesa dell'incontro di lunedì al Municipio XI. Ieri il presidente del parlamentino di via Benedetto Croce ha fatto un sopralluogo per verificare di persona il cantiere di Eataly. Il piano terra e il primo piano sono ancora sotto sequestro, mentre gli operai continuano incessantemente ad operare al terzo e al quarto per riuscire a terminare l'opera entro il 14 giugno, giorno dell'inaugurazione. «Il Municipio lavora per una soluzione rapida e vera ma nel rispetto delle regole - sottolinea il minisindaco Andrea Catarci - Non aiuta in questo l'atteggiamento di lesa maestà assunto da proprietà ed utilizzatore finale, Eataly, dell'air terminal Ostiense, scocciati degli accertamenti. L'indiscutibile e indiscussa qualità dell'operazione e del marchio non bastano a giustificare il mancato rispetto di leggi a cui, proprio per l'importanza dell'intervento è necessario a maggior ragione attenersi».
ROMA - Air Terminal, la rabbia dei progettisti "Compromessi facciate e spazi interni"
Il megastore Eataly, progettato da Clara Lafuente e Julio Lafuente negli anni '90, è stato sottoposto a un intervento di riqualificazione che ha causato un aumento delle volumetrie e ha compromesso lo spazio interno. La Soprintendenza comunale ha messo delle tutele per salvaguardare l'edificio, che è stato definito "il più bello edificio del post-moderno a Roma". L'architetto Giorgio Muratori ha espresso preoccupazioni sulla qualità del restauro, che non ha rispettato la struttura originale. La riqualificazione è stata criticata per aver prioritizzato lo sviluppo commerciale su una maggiore attenzione alla qualità architettonica.
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