Polverini: giusto coinvolgere il governo. Alemanno: decidano in pochi giorni «Il 30 aprile vogliamo sottoscrivere l'accordo di programma e ci sarà l'individuazione del sito provvisorio per il dopo Malagrotta. Abbiamo chiesto alla Regione di indicare entro fine giugno il sito definitivo. Stiamo lavorando su un accordo di programma tra ministero dell'Ambiente, Regione, Provincia, Comune e imprese coinvolte nella gestione dei rifiuti». Corrado Clini parla in serata, dopo un incontro con i comitati dei cittadini anti discariche che da giorni stavano protestando vicino alla sede del suo ministero. Ma se la scelta della discarica viene diluita all'interno di uno strumento più articolato anche per depotenziare la forza d'urto delle proteste, resta il fatto che quello sarà un bivio non indolore. Vertice a Palazzo Chigi. Il ministro dell'Ambiente Clini spesso ripete che Roma non è in emergenza rifiuti, che si sta lavorando per organizzare il servizio di smaltimento e trattamento delle cinquemila tonnellate prodotte ogni giorno nella Capitale, a Città del Vaticano, Ciampino e Fiumicino. Ma la situazione è comunque molto delicata. E ieri il problema dei rifiuti e la chiusura della discarica di Malagrotta sono state l'oggetto di un vertice con il presidente del Consiglio, Mario Monti. In mattinata, a Palazzo Chigi il premier ha incontrato, oltre a Clini, anche il ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Il resoconto di Pecoraro. Ma soprattutto c'era il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, commissario per l'emergenza rifiuti, colui che a ottobre aveva scelto i due siti per le discariche provvisorie, Corcolle e Quadro Alto. Ma contro questa indicazione sono stati posti due differenti ostacoli, che fanno capo ai due ministri che ieri hanno partecipato al vertice con il presidente del Consiglio. In primis, il Ministero dei Beni culturali ha ribadito l'esistenza dei vincoli sull'area di Corcolle, per la rilevanza archeologica della zona e per la vicinanza a Villa Adriana. Dall'Autorità di bacino - che fa capo al Ministero dell'Ambiente - sono invece stati posti dei vincoli perla presenza di falde acquifere, tanto per Corcolle, quanto per Quadro Alto (territorio di Riano). Clini ha ripetuto in più occasioni che questi vincoli non sono aggirabili. Differente la posizione del prefetto Giuseppe Pecoraro, che anche ieri mattina ha esposto al presidente del Consiglio il lavoro che c'è stato prima della scelta dei due siti, le motivazioni per le quali si è puntato su Quadro Alto e Corcolle: una per tutte, il fatto che le discariche provvisorie potrebbero essere realizzate in tempi rapidi e dunque entro il 31 dicembre quando scadrà un'eventuale nuova proroga di Malagrotta. Pian dell'Olmo. Pecoraro ha dalla sua un parere dell'Avvocatura di Stato che gli consente di superare i vincoli, ma Clini è stato chiaro nel ribadire che comunque su Corcolle e Quadro Alto difficilmente si potrà andare avanti. Per questo resta sempre in campo l'ipotesi Pian dell'Olmo, nei pressi di Riano (anche se continuano le verifiche sulle aree militari). E su questo il presidente della Regione, Renata Polverini, ha fatto una mezza apertura, pur ricordando che le dimensioni delle cave di Pian dell'Olmo potrebbero risultare insufficienti: «E uno dei sette siti indicati dalla Regione, c'era soltanto un problema di capienza. Bisogna capire se, rispetto ai tempi che ci diamo, quel sito può assorbire ciò che serve». Alemanno ha incalzato Clini: «C'è già una serie di proposte interessanti dalla Regione. Se il ministro farà di meglio, tanto di guadagnato: penso che sia nelle condizioni di decidere tra pochi giorni».