Oggi in programma l'incontro decisivo al dicastero dell'Ambiente. Ardeatina e Laurentina per il dopo Malagrotta. Il ministro Clini studia siti demaniali e militari. Oggi al termine si dovrebbe conoscere l'area per il dopo Malagrotta: allo studio anche zone demaniali, militari (vicino Torre Astura), sull'Ardeatina e sulla Laurentina. Le discariche, però, non sono la soluzione del problema rifiuti, ma solo «una scelta residuale». Su questo punto è stato molto chiaro il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, anche ieri che ha sottolineato: «Roma entra nel sistema europeo uscendo da quello delle discariche per cui la scelta della discarica è l'ultimo dei problemi». Segno che lo scontro di Clini con Regione e Campidoglio non accenna a placarsi. Le parole del ministro fanno riferimento alla forsennata ricerca di un sito per il dopo Malagrotta, portata avanti negli ultimi mesi dal commissario di governo e prefetto, Giuseppe Pecoraro, sostenuto dalle giunte Polverini e Alemanno, che avrebbe voluto, derogando a leggi italiane e direttive comunitarie, scegliere tra i sette siti individuati negli ultimi mesi. Tra questi, però, Riano e Corcolle (nell'VIII Municipio) sono stati bocciati dall'Autorità di bacino e dal ministero dei Beni culturali per i vincoli archeologici, paesaggistici e idrogeologici. Dopo anni - anzi oltre un decennio di immobilismo - oggi al ministero dell'Ambiente si dovrebbero mettere a punto tempi, progetti, finanziamenti e strategie per disegnare il ciclo virtuoso dell'immondizia nel Lazio. Le parole d'ordine sono elencate dallo stesso Clini: «Il nostro impegno è di avere un accordo di programma con Comune, Regione e Provincia di Roma per costruire insieme un sistema europeo per la gestione dei rifiuti. Prima delle discariche vengono la raccolta differenziata, il recupero dei materiali (con la frazione umida degli scarti si fa il «compost», cioè il fertilizzante», ndr) e dell'energia (attraverso la combustione si ricava elettricità ndr) e, come dicono le direttive europee e le leggi nazionali, i rifiuti che rimangono alla fine di questa catena andranno in discarica». Il ministro ha sostenuto di «non aver nessuna preoccupazione che il sistema rifiuti di Roma possa andare in emergenza». Se il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, annuncia che nel suo territorio il servizio «porta a porta» per la differenziata «coinvolge quasi un milione di abitanti», Alemanno precisa: «Sulla raccolta differenziata, che costa molto, ci siamo posti l'obiettivo di raggiungere in 3 anni il 350, ma se il ministero dell'Ambiente ci darà i fondi necessari, arrivare al 50 nell'arco di qualche anno non sarebbe certamente un'utopia». E la governatrice Renata Polverini aggiunge: «La scelta del nuovo sito deve essere assolutamente vicina», ma i tetti di differenziata indicati da Clini «sono molto alti».
ROMA - Laurentina o Ardeatina per la discarica
Oggi si svolge un incontro al dicastero dell'Ambiente per discutere la gestione dei rifiuti a Roma. Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, studia siti demaniali e militari per il dopo Malagrotta. Le discariche non sono la soluzione del problema rifiuti, ma solo una scelta residuale. Clini ha sottolineato che la scelta della discarica è l'ultimo dei problemi e che Roma entra nel sistema europeo uscendo da quello delle discariche. Il commissario di governo e prefetto, Giuseppe Pecoraro, ha portato avanti la ricerca di un sito per il dopo Malagrotta, ma alcuni siti sono stati bocciati per vincoli archeologici, paesaggistici e idrogeologici.
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