Un'adesione al vertice di ieri nel borgo. Le associazioni non dialogano Unesco chiama, Varese non risponde. O quasi. Il seminario proposto ieri mattina a Santa Maria del Monte sui Sacri Monti (presente, passato e futuro di sette Beni dell'Umanità piemontesi e due lombardi) è andato praticamente deserto. Sarà stato il giorno feriale o forse la bufera di neve fuori stagione, ma una sola associazione tra quelle chiamate ai lavori (gli Amici del Sacro Monte) ha risposto con la propria presenza alla richiesta proveniente appunto dall'Unesco per un seminario ad hoc. Peccato: poteva essere un'occasione di confronto non soltanto tra realtà geograficamente e storicamente diverse, ma anche tra quelle presenti sul territorio varesino. E' stato in tal modo facile avvallare la tesi sostenuta dai pochi presenti: «Viviamo realtà associative separate le une dalle altre, poco propense a parlare fra loro». Tanto è vero che la relazione proposta da Irene Romagnoli in rappresentanza del professor Claudio Bernardi, docente di Teatro all'Università Cattolica, ha mostrato evidenti carenze sul piano della conoscenza degli eventi culturali sacromontini, quasi che qualche ente sia geloso delle proprie proposte e le voglia circoscrivere alla cerchia di pochi eletti. E questo nonostante il Sacro Monte di Varese sia riconosciuto fra i più attivi, con una decina di date-forti concentrate soprattutto in estate e autunno, concerti, spettacoli teatrali, mostre d'arte (con l'attività del Museo Baroffio), conferenze scientifiche a cura dell'Osservatorio astronomico. Quel che manca, dunque, è soprattutto la volontà di «fare rete», come si ripete spesso, evitando doppioni e cercando un calendario condiviso di iniziative; giusto in questa direzione s'è mosso il convegno cui ha offerto convinta ospitalità la Fondazione Paolo VI. Ne è emersa una proposta concreta: valorizzare la stagione teatrale "Tra Sacro e Sacromonte" come ente capofila di un «teatro sacro permanente» capace di ospitare spettacoli provenienti dagli altri Sacri Monti, ma anche di esportarne sotto l'egida di un cartellone unico, in una sorta di teatro montano con nove palcoscenici diversi. «E' importante allargare gli orizzonti e collaborare» assicura Andrea Chiodi, che della rassegna è ideatore. E' quanto chiede la stessa Unesco e quanto si preoccupa di fare l'Università Cattolica di Milano nell'ambito del suo lavoro sulla cosiddetta "drammaturgia della comunità": i Sacri Monti sono nati come teatri sacri permanenti e popolari, perciò è questa la strada da tornare a percorrere. Il teatro come strumento per conoscere meglio la fede cristiana, rispettando in questo passato, presente e futuro del luogo. Altri seminari analoghi (si spera con maggior affluenza di pubblico) si terranno nei rimanenti sacri monti fino a metà luglio; un seminario conclusivo è previsto a Domodossola in ottobre.
PIEMONTE - Sacro Monte: l'Unesco resta sola
Un seminario ad hoc proposto dall'Unesco per il Sacro Monte di Varese è andato praticamente deserto. Solo una sola associazione, gli Amici del Sacro Monte, ha risposto con la propria presenza. La relazione proposta ha mostrato carenze sulla conoscenza degli eventi culturali sacromontini. Il Sacro Monte di Varese è attivo con date-forti concentrate in estate e autunno, ma manca la volontà di fare rete e condividere un calendario di iniziative. Una proposta concreta è stata avanzata per valorizzare la stagione teatrale "Tra Sacro e Sacromonte" come ente capofila di un teatro sacro permanente.
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