NOLA - Le acque non sono ancora state smosse. Il problema è sotto gli occhi di tutti e il tempo passa inesorabilmente. Neanche l'oramai prossima riapertura della Necropoli di San Paolo Belsito (il 21 aprile) pare aver solleticato l'interesse di chi di dovere per recuperare il tesoro sommerso dell'età del bronzo nolana. Nell'incontro avvenuto nella mattinata di ieri tra alcuni tecnici della Soprintendenza ai Beni Culturali e l'assessore ai Beni Culturali del comune di Nola, Maria Grazia De Lucia, si è discusso, infatti, solo ed unicamente della sorte di alcuni dipinti rinvenuti presso la Chiesa dei Santissimi Apostoli. Operazione più che giustificata ed auspicabile che però non deve mettere in secondo piano la sorte del "Villaggio Preistorico". Un sito unico al mondo che, a causa dell'innalzamento della sottostante falda acquifera, è da troppo tempo abbandonato al proprio destino. Destino amaro che potrebbe toccare anche all'Anfiteatro Laterizio costretto a fare i conti con l'improvviso innalzamento della stessa falda già fatale al "Villaggio del bronzo". E se nel corso dei secoli è stata proprio l'acqua a contribuire in maniera determinante alla straordinaria conservazione dei due siti archeologici nolani, adesso bisognerà rimboccarsi le maniche per provare ad attuare quello che, l'architetto dell'Assessorato ai Beni Culturali del Comune, Giacomo Stefanile, non ha esitato a definire alla stregua di un'operazione di salvataggio: «L'amministrazione di Nola pub solo porre l'accento su una questione la cui soluzione spetta ai tecnici qualificati della Soprintendenza - dice Stefanile -. La politica non pub far altro che sollecitare ma non può e non deve assumersi compiti e responsabilità che non le spettano». Tutto dipende dunque dalla Soprintendenza ai Beni Culturali a cui spetterà il difficile compito di restituire a Nola nello specifico ed all'Italia in generale, un patrimonio storico-culturale dal valore inestimabile: «Il bene culturale è vincolato da una disposizione di legge che la Soprintendenza deve far rispettare - prosegue Stefanile - fin quando ci si dimenerà senza anteporre lo spirito forte di salvataggio del bene, non si arriverà a nessun risultato se non quello di vedere morire definitivamente le strutture». Tra le tante possibili soluzioni proposte, l'unica da evitare categoricamente è quella del drenaggio mediante l'utilizzo di pompe aspiranti: «Sarebbe la cosa più sbagliata da fare - tuona Stefanile - la falda infatti continuerebbe a trovare sfogo nel sito dando vita ad un pericolosissimo moto ondoso potenzialmente letale per le pareti dei reperti archeologici. Per assurdo, se la Soprintendenza non dovesse, in tempi brevi, trovare una soluzione definitiva, risulterebbe necessario mantenere il sito così come è. Tecniche come quella del congelamento delle superfici di interesse mediante il posizionamento di elettrodi nel terreno o quella dei pozzi drenanti da scavare in prossimità del sito - conclude l'architetto Stefanile - sarebbero invece auspicabili per venire a capo della questione».
CAMPANIA - Villaggio preistorico da salvare
La Necropoli di San Paolo Belsito e il Villaggio Preistorico di Nola sono in pericolo a causa dell'innalzamento della falda acquifera. L'assessore ai Beni Culturali del comune di Nola, Maria Grazia De Lucia, ha incontrato i tecnici della Soprintendenza ai Beni Culturali per discutere della sorte dei dipinti rinvenuti presso la Chiesa dei Santissimi Apostoli. L'architetto Giacomo Stefanile ha sottolineato che la politica non può assumersi compiti e responsabilità che non le spettano e che la Soprintendenza deve trovare una soluzione per salvare il patrimonio storico-culturale.
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