Lunedì vertice al municipio XI. Il minisindaco Catarci: "Una soluzione rapida nelle regole" INTERVENTI che dovevano essere sottoposti alle procedure di permessoa costruiree non di semplice manutenzione. Lavori che non potevano essere realizzati con la sola domanda di condono edilizio ma "esclusivamente a seguito del rilascio della relativa concessione edilizia in sanatoria". Logge sulle facciate che sono state chiuse con tende in pvc e dotate di "impianti di condizionamento con conseguente aumento della superficie utile e della volumetria del fabbricato". Numeri di protocollo, riferimenti di legge, anomalie:è dettagliata la relazione che ieri i vigili del XI gruppo hanno notificato alla Gea srl, la società proprietaria dell'immobile che ospita Eataly. Così è stata richiesta l'immediata sospensione dei lavori. E il piano terra e il primo piano sono stati messi sotto sequestro. Insomma, tutta la procedura necessitava di alcuni nulla osta e alcuni permessi fondamentali che, al momento della consegna dell'atto, non ci sarebbero stati. Se sui 3.400 metri quadrati di superficie destinata a commerciale da una delibera comunale del 2004 sarebbe tutto in regola, non vale altrettanto sui restanti 3.124 metri quadrati. Il Municipio XI ha organizzato per lunedì mattina una super commissione per cercare di mettere tutti intorno ad un tavolo e trovare una soluzione al futuro di Eataly, megastore del cibo che riqualifica l'air terminal Ostiense per anni abbandonato al degrado e dà lavoro a oltre 400 giovani. Sono stati così convocati d'urgenza i dipartimenti Urbanistica e Commercio, la Sovrintendenza capitolina e quella speciale per i Beni archeologici di Roma, la direzione dell'ufficio Condono edilizio, la segreteria del sindaco e la ditta Gea. Ora il dipartimento IX dovrà valutare se rilasciare i documenti per partire con la ristrutturazione, sebbene l'okay per quei tremila metri quadrati sia legato al via libera dell'Usce, l'ufficio speciale del condono edilizio che acconsente alla trasformazione dell'area da servizi di stazione a commerciale. E le Soprintendenze dovranno valutare se rilasciare il nulla osta per la modifica delle facciate. «Il Municipio ha sollevato il problema, ma vogliamo anche risolverlo tanto che abbiamo convocato i sei soggetti dell'amministrazione centrale - sottolinea Andrea Catarci, presidente del Municipio XI - Auspichiamo ci sia una soluzione rapida nelle regole. Sebbene il sequestro resterà uno degli ostacoli principali alla conclusione positiva della vicenda in tempi con brevi». Poi il minisindaco punta il dito sugli oneri concessori: «Ne sono già stati versati la metà (circa 500mila euro) a Roma Capitale, ma noi non ne sappiamo niente.I fondi devono essere gestiti dal Municipio che sa quali opere servono per migliorare la zona». L'intervista L'imprenditore Farinetti ha preso il primo volo da Torino: assicura che l'inaugurazione del polo enogastronomico resta fissata al 14 giugno "Solo un inghippo, lo risolveremo in pochi giorni" «SIAMO tutti vittime della burocrazia. È solo un piccolo inghippo che sarà risolto già lunedì». Ieri la giornata di Oscar Farinetti è iniziata all'alba: l'imprenditore ha preso il primo volo da Torino e alle 12 era già a colloquio con il presidente del municipio XI, Catarci, il capo della segreteria del sindaco, Lucarellie il progettista Bruno Moaur. Un vertice lampo per cercare una soluzione a un problema, assicura l'imprenditore, «più burocratico che sostanziale». Uno stop, per i primi due piani, c'è stato; ma Farinetti garantisce che «non slitterà l'inaugurazione» di quello che, stando ai numeri, dovrebbe diventare il più grande tempio al mondo dell'enogastronomia di qualità, con decine di ristoranti, aule didattiche, botteghe del gustoe noti chef ai fornelli: a Roma si sono fatte le cose in grande più che a Torino, Tokio e New York, dove Eataly è la terza attrazione più visitata. Farinetti, i lavori di un polo d'eccellenza come Eataly hanno subito una brusca frenata. «Riteniamo sia tutto in ordine. È il solito problema della burocrazia italiana, non c'è da montare un caso. I casi andrebbero montati su cose ben più serie che ci sono nel nostro Paese, come il numero di disoccupati che cresce, mentre noi stiamo per assumere 425 giovani. L'Italia ha bisogno di fare impresa, di lavorare». Oggi (ieri per chi legge, ndr) è stata però sequestrata parte del cantiere. Gli uffici del municipio hanno ravvisato irregolarità nell'iter autorizzativo? «Bazzecole. Ripeto: problemi burocratici. Ci sono alcune cose da chiarire, ma abbiamo già attivato il nostro team e per lunedì contiamo di risolvere il problema. Noi vogliamo stare nella legge. Abbiamo ristrutturato quello che era dal '90 uno scandalo nazionale che riqualificherà tutta la zona. Purtroppo siamo tutti vittime della burocrazia». Lei teme che il sequestro di parte del cantiere possa far slittare l'inaugurazione? «Spero non sia così. Tuttavia il danno non è grave, continuiamo a lavorare sul secondo e sul terzo piano. L'inaugurazione resta fissata al 14 giugno. Mi dispiace solo che forse si sarebbe potuto chiarire tutto senza fare nessun atto». In municipio, nelle scorse settimane, ci sono stati incontri in cui gli uffici chiedevano carte e approfondimenti. Non vi aspettavate il blocco del cantiere? «Erano venuti a visitarlo, sembrava che le cose andassero bene. Io l'ho saputo solo stamattina dal vostro giornale. Credo che fermare Eataly sia andare contro il territorio e sia il Comune sia il municipio sono d'accordo». Nell'atto si parla di un condono pendente senza il quale i lavori di ristrutturazione non potevano partire. Come pensate di muovervi? «Il condono è stato chiesto già nel 2004 per aumentare la superficie commerciale; il via libera dovrebbe arrivare a giorni, altrimenti faremo tutto con 3.400 metri quadrati e il resto resterà adibito a servizi». Si parla anche di abusi edilizi, di facciate modificate senza il parere della Soprintendenza. «Non c'è alcun abuso. E non ci risulta ci sia alcun vincolo. Tuttavia, se ci sono carte da fornire, lo faremo. Non vedo il problema».