Rinviato il tavolo. La Soprintendenza ribadisce: attività commerciali vietate su tutta la piazza IL COLOSSEO sembra sempre più un Eden irraggiungibile per l'ultima legione dei centurioni. Le postazioni in cui i figuranti en travesti potranno posare davanti agli obiettivi dei turisti devono essere decise nell'ambito del tavolo sul Decoro indetto dal ministero per i Beni culturali; ma l'annuncio della data di convocazione, previsto per ieri, potrebbe slittare ancora. Il vertice di ieri mattina in via del Collegio Romano ha dato come esito una fumata nera: «La riserva non è stata sciolta per motivi tecnici ed occorre aspettare ancora un giorno», ha annunciato il direttore regionale del Lazio Federica Galloni. D'altronde, aprire il tavolo sul Decoro, cui devono partecipare gli uffici dell'amministrazione capitolina, è un'operazione che coinvolge l'intero Mibac.E le questioni all'ordine del giorno pesano come macigni: non ci sono solo i centurioni abusivi in attesa di regolamentazione, ma tutte le tipologie di commercio mobile, tra camion-bar e bancarelle proliferate negli ultimi cinque anni senza rispettare i vincoli archeologici e monumentali. Ambulanti che, dopo la breve parentesi della cerimonia della Via Crucis, sono ritornati ai loro posti nell'area archeologica centrale, nonostante l'ultimatum della soprintendente Barbera. Ancora prima del tavolo, però, i professionisti del costume d'epoca, devono incassare due colpi. Innanzitutto, come si prevedeva, le "figure storiche" non sono state inserite fra le tipologie di artista di strada. «I centurioni non hanno niente a che fare con gli artisti di strada, per questo non sono rientrati nella delibera che si sta votando in Assemblea capitolina», annuncia l'assessore alla Cultura Dino Gasperini. «L'eventuale riconoscimento delle figure storiche - avverte il delegato alla Sicurezza, Giorgio Ciardi- passerà per altre vie che vanno approfondite con tutte le soprintendenze». Quanto alla proposta avanzata dal portavoce dei centurioni, David Sonnino, di mettersi «a 15-20 metri dall'ingresso del monumento, ma non andare via dalla piazza del Colosseo», dalla soprintendenza hanno ribadito ieri il divieto assoluto di tutte le attività commerciali sulla piazza, tra figuranti e punti vendita, in ottemperanza ai dispositivi di vincoli emessi dalla soprintendenza. E a rimarcare rapporti al vetriolo con le soprintendenze di Stato, il sindaco Alemanno è andato giù duro ieri durante la trasmissione Omnibus su La7: «Da quattro anni voglio fare il parco a tema sulla romanità, che quasi raddoppierebbe i turisti, ma non ci riesco perché le soprintendenze lo bloccano. Quando si inizia a dire che bisogna ridurre il potere delle soprintendenze ecco che rinasce la cultura del no».