L' EX assessore comunale agli Archivi storici, Diego Guida, che ha svolto un buon lavoro nella precedente amministrazione, è intervenuto ("Repubblica" del 5 aprile) sulla destinazione d' uso del convento di San Domenico. Egli non ha precisato, nell' intento di evitare polemiche, che avevo sollevato tale problema sul giornale. A mia volta non sono interessato alla polemica, bensì all' utilità del dibattito. Guida tienea ricordare che promosse nel marzo 2011 un provvedimento della giunta comunale per la destinazione mista del complesso conventuale di San Domenico. Esso prevedeva anche una sede degli Archivi storici comunali, in cui raccogliere i documenti e le carte antiche pertinenti alla storia di Napoli «che ancor oggi rischiano di marcire in luoghi non adatti», come egli precisa. Nessuno più dello scrivente considerò opportuna questa destinazione, tuttavia la competente soprintendenza ai beni architettonici osservò che il restauro già da tempo in corso non prevedeva siffatta destinazione: essa infatti avrebbe comportato la predisposizione di complessi sistemi di sicurezza di spegnimento a polvere e non ad acqua (incompatibile per i libri) come quelli già installati. Inoltre l' ex assessore difende l' idea del Museo della Musica (virtuale) a San Domenico. La proposta di Italia Nostra è invece quella di ospitare le cospicue Raccolte di materiale artistico, musicale ed etnoantropologico del maestro De Simone per realizzare un centro studi e di produzione artistico-culturale, accogliendo altresì lo straordinario patrimonio ceramico pavimentale napoletano e costituendo il Museo della riggiola. Napoli era una città maiolicata come Lisbona, che però ha il suggestivo "Museu do azulejo". Invece le installazioni multimediali con effetti elettronici reificanti (tipiche di paesi che non posseggono un patrimonio storico-artistico reale) sono costose e comportano ulteriori ingenti costi di manutenzione; poi vanno presto in obsolescenza perché superate da nuove tecnologie. Non si può non rilevare peraltro che l' idea del Museo virtuale della Musica nasce male, se, come dice Guida, è nata dal recupero a San Domenico della barocca "Macchina per le Quarant' ore", che non è affatto, come lui opina, «un complesso organo... uno strumento musicale», ma una struttura liturgica per luminarie. Circa il suo valore artistico l' ho definita ("Repubblica" 2-72011), in occasione della sua improvvida esposizione a Castel Sant' Elmo, un' opera di legno e cartapesta pomposa quanto strampalata, di goffa e scadente fattura, improponibile quale esempio della scultura barocca napoletana. Devo infine dare atto a Guida di considerare con ponderazione il precedente progetto per San Domenico rimodulabile. Ed è ciò che ci attendiamo dal momento che il Comuneè proprietario del convento, e il sindaco de Magistris ha già ampiamente dimostrato la sua capacità di operare scelte appropriate e pertinenti.
NAPOLI - La destinazione di San Domenico
L' ex assessore comunale agli Archivi storici, Diego Guida, ha intervento sulla destinazione d'uso del convento di San Domenico. Ha ricordato un provvedimento della giunta comunale del 2011 che prevedeva una sede degli Archivi storici comunali e una destinazione mista del complesso. Tuttavia, la competente soprintendenza ai beni architettonici ha osservato che il restauro in corso non prevedeva tale destinazione. Guida difende l'idea del Museo della Musica (virtuale) a San Domenico, mentre l'Italia Nostra propone di ospitare le Raccolte di De Simone per realizzare un centro studi e di produzione artistico-culturale.
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