Siracusa. Sono stati 64.071 i visitatori che nel 2011 hanno visitato il museo archeologico «Paolo Orsi». Troppo pochi secondo l'assessore regionale ai Beni culturali, Sebastiano Missineo. «Parliamo di una delle strutture museali archeologiche più importanti al mondo - dichiara l'assessore - che risente di una gestione e di servizi ancora non all'altezza delle sue potenzialità». E fra i «disservizi» che depotenziano il museo inaugurato da Giuseppe Voza 24 anni fa, vi è la carenza di personale. E dunque la chiusura anticipata della struttura specie nei periodi di massima affluenza turistica: da maggio a settembre. «La biglietteria del museo - dice la direttrice Beatrice Basile - chiude alle 18. Sarebbe bello che, invece, si potesse rendere l'orario più flessibile garantendo l'ingresso ai visitatori almeno sino alle 20 nelle sere d'estate». Ma per assicurare questa fruizione occorrono, appunto, i custodi. Una soluzione, secondo la direttrice del «Paolo Orsi», sarebbe a portata di mano. Secondo un vecchio accordo con la Regione, l'amministrazione comunale aretusea aveva siglato una convenzione con il museo attraverso cui il 30 degli incassi dei biglietti sarebbe andata al Comune che, a sua volta, avrebbe potuto spendere queste somme per valorizzare i beni culturali. «Il Comune non ha rinnovato la convenzione dallo scorso anno - dice Beatrice Basile -, e se lo facesse si potrebbero usare questi soldi per garantire lo straordinario ai custodi e allungare l'orario di fruizione del museo». Una proposta che la direttrice del «Paolo Orsi» farà al sindaco Roberto Visentin. «Le risorse a disposizione della Regione sono insufficienti a garantire la gestione adeguata delle 133 strutture di pertinenza delle 10 Soprintendenze - commenta l'assessore Missineo -, ma qualcosa di nuovo c'è. Ed è una scommessa a cui tengo particolarmente: dal 31 agosto la vecchia gestione dei servizi secondari (bookshop, biglietterie, et similia) cederà il posto alla nuova impresa che ha vinto la gara. Si tratta di imprenditori che vogliono scommettere e guadagnare con i beni culturali. L'insufficienza di custodi dipende dalla carenza di fondi ed è soltanto attraendo più visitatori che si potrà riuscire ad avviare un circuito economico più virtuoso. Con le conseguenze in termini di gestione». 12042012