La recente denuncia da parte di Legambiente e di numerose altre associazioni ambientaliste sulla cementificazione delle campagne iblee scatena il dibattito sul Piano paesistico e, a livello comunale su quello Regolatore generale. Strumenti nati per la tutela del territorio che, di fatto, vengono vissuti, a seconda dei casi, come strumenti poco utili se non addirittura dannosi. Parere che, come ovvio, non è quello degli ambientalisti. L'adozione del Piano paesistico, lo ricorderanno in molti, è avvenuta nella totale avversione di quasi tutte le forze produttive del territorio ibleo. Un Piano che delimita con nettezza le aree di pregio e di tutela impedendone sulla carta la cementificazione. Sulla carta. Perché, di fatto, quello che sta avvenendo in contrada Misericordia a Ragusa, con tanto di pareri favorevoli da parte della Soprintendenza e degli uffici comunali competenti, dimostra esattamente il contrario. A lanciare un ulteriore grido di allarme è Italia dei valori per voce del suo coordinatore provinciale Giovanni Iacono. "Si nota in maniera evidente, oggettiva e drammatica - afferma Iacono - lo scempio al paesaggio rurale che viene praticato grazie alle Amministrazioni comunali incuranti delle norme e della presenza di un piano paesaggistico che tutela e valorizza, anche in termini economici, il valore del paesaggio a vantaggio innanzitutto degli agricoltori e della collettività. Nel corso degli ultimi anni abbiamo modificato il territorio come non siamo stati capaci di fare nel corso di millenni. Stiamo assistendo ad un serio impoverimento paesaggistico che sta distruggendo buona parte dell'essenza dei paesaggi agricoli, montani e litoranei. Non sono esenti nemmeno i paesaggi urbani deturpati da tante, troppe, superfetazioni. L'urbanizzazione diffusa disorganizzata ha eliminato la logica territoriale". Iacono allarga il suo sguardo. "I casi urbanistici di Ragusa e Modica - spiega - sono casi da letteratura, sono i più sintomatici ed emblematici di cosa sia stata e sia la via istituzionale alla distruzione di territorio e paesaggio. Tutto ciò che sta avvenendo in contrada Beneventano che porta da Modica ad Ispica è semplicemente allucinante. Accanto a bellissime masserie è possibile rovinarsi la vista assistendo a scavi enormi e cemento a tonnellate". Del resto le associazioni ambientaliste hanno denunciato in queste settimane diversi casi di cementificazione in luoghi tutelati dal piano paesistico e, nel caso di Ragusa, da quello Regolatore. Dal canto proprio la Soprintendenza conferma l'idea di un Piano troppo restrittivo e da modificare al più presto in sede regionale. Un po' diversa la posizione del Comune di Ragusa da sempre avverso a questo strumento "poco concordato" con le parti e "calato dall'alto". Parte di un problema che in varie realtà del territorio ibleo, ha altre sfaccettature. A. L. M. 12042012