12-04-2012 MODENA Ora il timore è che qualcuno inizi a pensare che il ritrovamento di reperti archeologici... MODENA Ora il timore è che qualcuno inizi a pensare che il ritrovamento di reperti archeologici porti sfortuna. Dopo il noto caso Novi Park, tocca al colosso Hera inciampare su un manufatto antico: si tratta di una lastra risalente al tardo medioevo, pare rotta durante gli scavi per riparare un guasto ad una tubatura in una via del centro. Tutto ciò nonostante la Soprintendenza avesse ordinato l'alt ai lavori: proprio per questo è finito a processo il direttore di Hera Modena Roberto Gasparetto. Secondo l'accusa non avrebbe ottemperato a quella prescrizione. Ad effettuare concretamente gli scavi sarebbe stata una ditta esterna, che aveva ricevuto l'incarico in appalto. L'accusa: «Non diede ascolto alla Soprintendenza» Una lapide di epoca tardomedievale mandata in frantumi durante gli scavi per riparare una tubatura, nonostante le prescrizioni della Soprintendenza che aveva 'intimato' lo stop ai lavori. E' questa la contestazione mossa al direttore di Hera Modena Roberto Gasparetto, a processo per non aver 'ubbidito' agli ordini dell'ente di tutela dei beni culturali. La vicenda risale a due anni fa, quando Hera era impegnata nel ripristino di una tubatura nelle adiacenze del centro storico. In realtà a realizzare i lavori concretamente fu una ditta esterna, in appalto dalla multiutility. Come spesso accade quando si scava all'interno dell'antica cerchia muraria (Novi Park docet), vennero rinvenuti alcuni reperti archeologici. Della scoperta fu subito informata la Soprintendenza che ordinò l'alt agli scavi. Secondo una denuncia presentata però durante le operazioni venne rotto un manufatto risalente al tardo medioevo. Secondo l'accusa, la ditta non diede ascolto al divieto della Soprintendenza, facendo scattare il reato di 'inottemperanza ai provvedimenti dell'autorità'. Il reato prevede l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro. Nonostante si trattasse di lavori appaltati, il soggetto responsabile è stato ritenuto Hera e alla sbarra è finito il direttore Gasparetto. L'udienza è stata rinviata a giugno. Al di là della vicenda giudiziaria, i lavori scatenarono mille polemiche per i ritardi e i disagi causati a residenti ed esercenti. «Sotto il manto stradale, scavando ormai quindici giorni fa, gli operai hanno trovato alcuni reperti storici e da quel momento i lavori sono stati sospesi in attesa che la soprintendenza decida il da farsi - spiegò un commerciante allora, praticamente confermando il ritrovamento di cui ancora oggi si parla -. Nel frattempo, però, noi soffriamo di gravissimi disagi e i nostri clienti, a parte quelli veramente affezionati, sono calati in modo drastico perchè non si capisce da che parte si debba entrare per accedere alla via. «Da quando sono cominciati i lavori la via è troppo buia - aveva affermato poi la proprietaria di un ristorante - un mio cliente uscendo è caduto ed è finito in ospedale con cinque punti in testa e una costola rotta. Ha sporto denuncia al Comune e ora chiederà i danni, perchè non è pensabile lasciarci in queste condizioni per mesi». nDaniele Franda