Circa 66 ettari di scavi archeologici in provincia di Napoli saranno messi in sicurezza Il "Grande Progetto Pompei", che si basa sui 105 milioni di euro di fondi Fesr destinati alla messa in sicurezza e alla manutenzione dei 66 ettari di scavi archeologici in provincia di Napoli, è accompagnato da un protocollo di legalità, per contrastare possibili infiltrazioni della camorra nei lavori di recupero del sito archeologico, che è stato firmato nella sede della Prefettura di Napoli. Il protocollo è stato siglato dal presidente del Consiglio, dai ministri dell'Interno, Annamaria Cancellieri, della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi e dell'Istruzione Francesco Profumo, accolti dal prefetto Andrea De Martino, dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris e dal governatore campano Stefano Caldoro. «Ogni ditta che lavorerà sul Progetto Pompei sarà verificata, anche se svolgerà lavori minimi», ha assicurato Cancellieri. Nello svolgimento dei controlli sarà coinvolto anche la sezione specializzata dei vigili del fuoco per interventi sui beni culturali e archeologici, la cui costituzione è stata annunciata dal ministro a Napoli. «Ogni aspetto dei lavori sarà sottoposto a controllo», ha sottolineato Cancellieri. Messa in sicurezza e legalità sono dunque gli obiettivi da centrare. Cinque le linee di azione, ciascuna con il suo budget: rilievi e diagnostica (8 milioni e 200mila euro), consolidamento delle opere (85 milioni di euro, 47 dei quali per il finanziamento di 39 progetti già redatti dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei e 38 milioni di opere da progettare), adeguamento dei servizi per i visitatori (7 milioni di euro), potenziamento dei sistemi di sicurezza e di telesorveglianza (2 milioni di euro) e rafforzamento della struttura organizzativa e tecnologica della Soprintendenza (2 milioni e 800 mila euro). I primi cinque bandi riguarderanno i restauri della Casa del Sirico, della Casa del Marinaio, della Casa dei Dioscuri, della casa delle Pareti Rosse e il consolidamento della Casa del Criptoportico. Entro luglio 2012 arriveranno gli altri bandi per le "Regiones" maggiormente a rischio, con lavori di protezione degli affreschi e il recupero dei mosaici. Con il protocollo è stato inoltre costituito presso la Prefettura di Napoli il Gruppo di lavoro per la legalità e la sicurezza del Progetto Pompei. A guidarlo sarà il prefetto Fernando Guida, e si occuperà di svolgere tutte le attività idonee a incrementare la sicurezza degli appalti dei lavori connessi alla realizzazione del progetto, garantendo la trasparenza delle relative procedure soprattutto per quanto concerne la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale curandone il monitoraggio. Il Gruppo di lavoro lavorerà in stretto raccordo con il prefetto di Napoli e senza alcun onere aggiuntivo a carico del Ministero dell'Interno.
Pompei, varato il "Grande Progetto"
Il "Grande Progetto Pompei" è un progetto di messa in sicurezza e manutenzione dei 66 ettari di scavi archeologici in provincia di Napoli, finanziato con 105 milioni di euro di fondi Fesr. Il progetto è accompagnato da un protocollo di legalità per contrastare le infiltrazioni della camorra nei lavori. Il protocollo è stato firmato dal presidente del Consiglio, dai ministri dell'Interno, della Coesione territoriale, dei Beni culturali e dell'Istruzione, e dal prefetto di Napoli. Ogni ditta che lavorerà sul progetto sarà verificata, e sarà coinvolta anche la sezione specializzata dei vigili del fuoco per interventi sui beni culturali e archeologici.
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