C'è un esercito che lavora (e parecchio bene) perché il libro riesca a vincere la sua battaglia contro la scarsità di lettori: quello dei bibhotecari. Il loro "campo d'azione" sono gli scaffali: non solo quelli della biblioteca dove lavorano, ma anche quelli di tutte le altre biblioteche. L'obiettivo, soddisfare i lettori, fornire servizi sempre migliori e maggiormente qualificati. La strategia per raggiungerlo: la cooperazione. E non poteva esserci scelta migliore, dunque, per il grande convegno che nei prossimi giorni si terrà a Milano, dedicato a «La biblioteca condivisa. Strategie di rete e nuovi modelli di cooperazione». Organizzato dagli enti istituzionali (Comune, Provincia, Regione) e dalla rivista «Biblioteche oggi», il convegno, inaugurato dal ministro Urbani, sarà forte di circa 2.000 bibliotecari, provenienti da tutt'Italia. E negli stessi luoghi e tempi, via alla rassegna «Bibliostar», esposizione di servizi, tecnologie e arredi per biblioteche. Il ruolo delle biblioteche in Italia tende a essere trascurato, eppure è di centrale importanza per la costruzione civile di un Paese, come ha ricordato sulla Domenica del 6 ottobre 2002 Antonio Padoa Schioppa. E che convegni come quello milanese non siano appuntamenti destinati a cadere nel vuoto ma portatori di concretezza lo testimonia l'iniziativa, presentata qui lo scorso anno, «Comunicare il libro e la lettura» che in questi giorni (e fino al 29 marzo) tocca due comuni del milanese Vignate e Pioltello , dopo essere approdata a Cividale del Friuli e Bergamo. Curata dal libraio antiquario Andrea Tomasetig, la manifestazione ora coinvolge due grandi aziende (l'Acquario Shopping Center e il Cinema Europlex) e il sistema bibliotecario di Milano Est: 32 biblioteche per 27 comuni. Ha l'ambizione di proporre nuovi centri dove parlare di libri, come, appunto, un centro commerciale o un grande cinema multi-plex. «Dobbiamo valorizzare il ruolo di queste "nuove piazze" dice Tomasetig che possono e devono fare cultura». Quanto alle vecchie e care biblioteche "resisitono resistono resistono". E più sono travolte da un'insensibilità politica crescente, più, invece, si rinnovano, escogitano soluzioni e si propongono come modello: di luoghi di preservazione della memoria del passato e, allo stesso tempo, di elaborazione fruttuosa di un'identità del futuro.