«L'escogitar del disperato non ha mai fine», dice un vecchio detto popolare, e i centurioni di oggi, spade di plastica, elmo lucidato col Sidol, ciabatte e orologio al polso, non lo smentiscono. Prima uno (quello che ha avuto l'idea), poi due, poi tre... siamo arrivati a un'intera legione romana. Tanto che si sono uniti in forma di sindacato per combattere, a colpi di scartoffie, patentini e albo professionale, nella dura arena burocratica della capitale. Al Municipio si discute di come sistemare questa piccola folla di soldati appiedati pronti a farsi fotografare dai turisti con ghigno maschio, bicipiti abbronzati e bianca dentatura. Il problema è se prendere atto di una realtà incancrenita, lasciata degenerare per incuria, o se liberare una volta per tutte i monumenti antichi da queste figure patetiche e ridicole, ai confini dell'accattonaggio. Con troppo ritardo si affronta la questione: e lungo e colpevole è stato il silenzio di chi sovrintende e salvaguarda i nostri beni culturali. Del fenomeno un po' cialtrone non si è mai occupato nessuno, e oggi ci troviamo a dover far pagare a questi nostri fantasiosi cittadini, che per sopravvivere si travestono da guardie pretoriane, un prezzo pesante. La creazione di patentini o di licenze come quelle dei tassisti non è una soluzione. Legittimerebbe una bruttura, una carnevalata ridanciana. Bisogna avere il coraggio di pensare a una soluzione che non scontenti i simpatici centurioni, ma che si ponga come obiettivo il divieto di buffoneggiare davanti al Colosseo o nei pressi dei Fori, per il decoro della città e per non ridurre i nostri magnifici monumenti testamentaria squallidi fondali da teatrino di provincia. Il punto fermo è bonificare le nostre bellezze. Il problema è solo di sistemare da qualche parte le persone coinvolte, innocenti perché hanno agito e agiscono in un contesto senza regole. Non si tratta di chiudere l'ingresso a chi, per vivere, si fa cucire addosso un costume da antico romano, né di cronicizzare una stortura. Sono in gioco l'austerità di Roma, il rispetto delle sue memorie e la ricchezza delle sue meraviglie, valori non negoziabili.
Il Colosseo, la patente ai centurioni e il decoro della Capitale calpestato
Un gruppo di centurioni, vestiti con abiti da soldati romani, si è radunato davanti al Colosseo e ai Fori Romani, creando un problema per la città. I centurioni, che si sono uniti in un sindacato, chiedono di essere riconosciuti e protetti, ma il loro comportamento è considerato ridicolo e buffonesco. La città è stata colpita da un'incancrenita e degradata situazione, e i monumenti antichi sono stati lasciati in condizioni disperate. Il comune è stato criticato per aver lasciato il problema senza risolverlo, e ora si discute di come sistemare la situazione. Alcuni suggeriscono di creare patentini o licenze per i centurioni, ma questo sarebbe considerato una bruttura.
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