Diana De Feo Senatrice del Pdl Volumi rari sulla storia degli scavi vengono custoditi in un camper foderato di amianto Caro direttore, «Napoli morirà ancora un po'» scrive il professore Montanari, a proposito della direzione della biblioteca napoletana dell'oratorio dei Girolamini, affidata da un paio di mesi, al professor Marino Massimo De Caro. Certo è che la biblioteca oratoriana, ora statale, al momento non può dirsi in buna salute anzi, da quanto apprendo, ha estremo bisogno di terapie intensive. I 159700 preziosi volumi, custoditi nell'antica biblioteca, esigono di essere riordinati e ricatalogati. A questo stanno ora provvedendo 15 persone, altamente specializzate, che hanno anche il compito di liberarli delicatamente dalle annose polveri, mentre si provvede a bonificare antichi mobili e scaffalature dall'attacco, silenzioso e incessante, dei tarli. Quando il direttore viene «colto», a detta del professor Montanari, nell'atto di esaminare e maneggiare i volumi più preziosi della raccolta, mi viene in mente l'immagine di un medico che amorevolmente esamina i pazienti da curare, piuttosto che quella di un malintenzionato del «sottobosco», come viene definito nel testo del professore, il quale lo accusa, come fosse una colpa, d'essere stato titolare di una libreria antiquaria a Verona, tra il 2001 e il 2004, il che, a mio avviso, testimonia della sua pregressa, grande, passione per i libri. De Caro viene inoltre accusato di «contatti" e frequentazioni sospette con Massimo D'Alema e con Marcello Dell'Utri, due uomini politici colti, il secondo dei quali, notoriamente, appassionato bibliografo, suggerendo l'idea di una specie di inciucio politico, culturale, librario, connivente l'attuale ministro tecnico, titolare del Mibac, professore Ornaghi, che lo avrebbe portato alla direzione della prestigiosa istituzione napoletana. Montanari raccoglie anche voci, anonime, di misteriose auto che, nottetempo, lascerebbero l'oratorio, adombrando il sospetto, dato le dimensioni dei mezzi di trasporto, di fraudolente sottrazioni di centinaia di volumi! E vero che di volumi, nel tempo, ne sono scomparsi moltissimi, seimila tra il 1960 e il 2007, sparizioni delle quali il nuovo direttore non può certo ritenersi responsabile, mentre al suo tempestivo intervento si deve la restituzione alla biblioteca dei Girolomini di 28 volumi perduti che stavano per essere venduti da una grande casa d'aste. A proposito di tutela di biblioteche campane, preoccupa quella di Pompei, nella quale volumi preziosi, testimonianze uniche di studi archeologici, rare note sull'avanzamento e la storia degli scavi, vengono custoditi in un camper, foderato di amianto, che risale al tempo del terremoto del 1980, al quale gli studiosi non possono accedere e trattenersi a causa di seri rischi per la salute. Possono invece correre tali rischi, i bibliotecari, costretti a entrarvi quotidianamente e ripetutamente per prelevare i volumi, portarli fuori dall'ambiente malsano, per poi, finite le consultazioni, tornare nel camper per ricollocare sugli scaffali. La soprintendenza sta provvedendo, a suo modo, alla soluzione del problema; con la ridipintura dei locali e la sostituzione delle moquettes, il che, evidentemente, non cambia il grado di pericolosità dell'ambiente, ripetutamente denunciato dalle Asl e dai sindacati. Si sprecano così fondi pubblici, invece di provvedere, con urgenza, al trasferimento di volumi e personale.
Napoli. I libri dei Girolamini? Mi preoccupano di più quelli di Pompei
La biblioteca oratoriana di Napoli, ora statale, ha bisogno di terapie intensive per essere riordinata e ricatalogata. I 159700 volumi custoditi nella biblioteca esigono di essere liberati delicatamente dalle polveri e bonificati dagli attacchi dei tarli. Il direttore della biblioteca, Marino Massimo De Caro, è stato accusato di contatti sospetti con politici e di essere stato titolare di una libreria antiquaria. La biblioteca ha perso seimila volumi tra il 1960 e il 2007, ma il nuovo direttore ha restituito 28 volumi perduti. Altre biblioteche campane, come quella di Pompei, hanno problemi simili, con volumi custoditi in un camper foderato di amianto.
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