Il pallottoliere dei fondi comunitari su Cagliari ha rischiato di non girare più. Con i soli Fondi europei di sviluppo regionale (Fesr) programmati per il periodo 20072013, sul capoluogo sardo secondo un'elaborazione della Regione Sardegna per il Sole-24 Ore dovrebbero piovere 253.749.643,98 euro suddivisi tra 91 opere pubbliche nelle quali c'è di tutto: dal ciclo integrato dell'acqua alla difesa del suolo, dall'archeologia alla formazione, dall'industria alle politiche urbane, dalla mobilità all'ambiente. Alcune sono opere imponenti, come il completamento del sistema fognario che prevede una spesa di 10,2 milioni o l'impianto di trattamento dei rifiuti per il quale sono stati stanziati 15, 6 milioni o, infine, la metropolitana leggera di Cagliari per la quale sono stati messi in bilancio 33 milioni. Altre sono minuzie anche se rappresentano un contributo importante alla storia e alla cultura di Cagliari, come i 55mila euro per il consolidamento dei costoni rocciosi dei bastioni o i 91mila euro per il restauro dell'ex Palazzo civico. Altri, infine, appaiono come risorse "tappabuchi" come gli 81mila euro per la cartellonistica. Soldi, tanti soldi, che dovrebbero cambiare volto e rilanciare una città che vive una crisi drammatica: secondo i dati aggiornati dell'Agenzia regionale per il lavoro 31.835 persone sono in cerca di prima occupazione o tentano di rientrare nel circuito economico dopo esserne stati espulsi (i residenti in età lavorativa sono 141.344). Che qualcosa non andasse ad un certo punto lo hanno capito la Regione e lo stesso Comune che il 13 maggio 2011 hanno stipulato un protocollo d'intesa nel quale si possono ancora oggi leggere le priorità di spesa che avrebbero dovuto sbloccare milioni rimasti sulla carta. Solo per parchi, centro storico e qualità della vita nei quartieri erano stati previsti 31,1 milioni ai quali dovevano essere aggiunti i 148,3 che includevano, oltre ai capitoli citati, anche le opere fronte-mare. Un protocollo dicono i maligni siglato tra due governi locali dello stesso colore politico in piena campagna elettorale: il centrodestra del neo eletto Governatore Ugo Cappellacci e del sindaco cagliaritano a fine corsa Emilio Floris. Il primo giugno dello stesso anno la poltrona di primo cittadino sarà conquistata da Massimo Zedda. E in quel momento il pallottoliere dei finanziamenti che correvano il rischio di essere persi ha cominciato a girare. «Quando mi sono insediato racconta questo politico "finto giovane" di 36 anni, del Sel, consigliere comunale dal 2006, nato e cresciuto nella cultura di sinistra e del sindacalismo rosso la prima cosa che ho scoperto sono state le lettere, abbandonate nel cassetto, di definanziamento di progetti comunitari per decine di milioni. È stata una vera e propria corsa contro il tempo e siamo arrivati, in alcuni casi, sul filo di lana. La cosa più incredibile è stato però scoprire che l'ufficio per la programmazione comunitaria e quello per la programmazione strategica, che pure erano fisicamente uno di fronte all'altro, non comunicavano e andavano ciascuno per proprio conto». Tra i primi impegni assunti, aggiunge la direttrice generale Maria Cristina Mancini, «c'è stata dunque la riorganizzazione dei servizi e delle funzioni». La Giunta a fine anno ha recuperato un finanziamento di 10 milioni per la riqualificazione urbana del lungomare Poetto, 5 milioni per il recupero e l'ampliamento del porto di Sant'Elia e un finanziamento regionale di sei milioni originariamente destinati alla realizzazione di un nuovo Palazzetto dello Sport per il quale non sarebbero stati sufficienti per realizzare interventi di manutenzione straordinaria e mettere in sicurezza gli impianti sportivi comunali (piscine, palestre e campi). Giuseppe Farris, avvocato, capogruppo del Pdl, oggi all'opposizione dopo essere stato per anni assessore al Personale, candidato sconfitto (a sorpresa) per il centrodestra nel 2010 alla carica di presidente della Provincia di Cagliari e sindaco-ombra di Floris definizione di fronte alla quale tradisce un mezzo sorriso che può essere anche letto come una smorfia non ci sta e ribalta il tavolo. «Non è vero nulla di ciò che racconta Zedda, ostaggio dei movimenti ambientalisti dice secco ma con un'affettata flemma, spaziando da Karamazov a Silone come se si trovasse al circolo della cultura e con il 18 in meno di personale abbiamo erogato il 21 di servizi in più. Ma quale incomunicabilità tra uffici, ma quale dialogo tra sordi!». Sarà anche ma quei 15 milioni della Ue recuperati a fine dicembre sul filo di lana, tanto che sono stati in fretta e furia pubblicati i bandi di gara, sembrano un fatto oggettivo. Più ci si addentra nei conti del Comune e più ci si rende conto che il pallottoliere dei Fondi Ue non è l'unico a mettere sotto pressione il bilancio. «Come se non bastasse il benvenuto della corsa contro il tempo per le risorse comunitarie spiega Zedda abbiamo dovuto pagare otto milioni per un contenzioso che si trascinava dal 1976 e questo vuol dire che i problemi, indipendentemente dal colore politico che ha governato questa città, si trascinano da anni». I contenziosi sono una vera e propria bomba a tempo che rischia di far saltare i conti del bilancio, tanto che nei capitoli contabili sono stati accantonati oltre 40 milioni per far fronte ad ogni esigenza. Quello più esplosivo, che data 1995, è con la società IsGas, concessionaria del servizio di gestione, distribuzione e commercializzazione del gas, come si legge anche tra le righe del "Documento relativo alle performance 20112013" del Comune. Nel 2005 si arrivò a una transazione secondo la quale il Comune avrebbe dovuto versare 42 milioni a IsGas. Nel 2008, però, il Municipio fece ricorso pur ammettendo di aver compiuto gravi errori di tipo industriale e amministrativo chiedendo che la somma concordata fosse stabilita «utilizzando il criterio di stima industriale», che il giudice ha accettato nell'ottobre 2010. La soluzione però è ancora lontana, come ammette il sindaco che, della eventuale sconfitta in sede giudiziaria, fa persino una stima: saranno 25 i milioni che potrebbero uscire dalle casse municipali. Se aggiungiamo anche il contenzioso sui lavori per il parcheggio interrato di via Roma quei 40 milioni accantonati per prudenza, da questa come dalla precedente amministrazione, corrono il rischio di bastare solo per le parcelle degli avvocati esterni all'amministrazione, che vanno a botte di 25mila euro a consulenza nonostante l'Avvocatura interna non sia certo scoperta. Su di essa, però, aleggerebbe l'ombra di una vicinanza ideologica alle precedenti giunte di centrodestra. Il contratto per la costruzione del parcheggio interrato è stato risolto unilateralmente dalla nuova Giunta e questa volta il pallottoliere lo fa girare Farris che ha fatto i conti dell'eventuale sconfitta in sede giudiziaria, dove Municipio e impresa aggiudicatrice dei lavori, si sono dati da tempo appuntamento. «Il Comune pagherà una penale tra 800mila euro e un milione spiega Farris ai quali vanno aggiunti 10mila euro al giorno per il mancato utilizzo delle maestranze e dei mezzi dell'impresa che si è aggiudicata regolarmente la commessa. Sono 300mila euro al mese oltre alla rivalutazione e agli interessi». Il pallottoliere del parcheggio mai realizzato gira ogni giorno e oggi per difetto la cifra che potrebbe gravare sulle casse municipali è di 3,2 milioni. L'assessore al Bilancio Gabor Pinna non ci sta e dice: «Nessun giudice ci condannerà perché la risoluzione contrattuale ha tutti i requisiti di legge». Il botta e risposta tra opposizione e maggioranza è continuo. «Il rendiconto all'esercizio 2010 effettuato da questa Giunta dice Farris ha dovuto riconoscere che 9 parametri su 10 del patto di stabilità sono stati rispettati dalla precedente Giunta». «Vero ribatte Pinna ma quantità non vuol dire qualità». In questo batti e ribatti c'è solo una certezza: i pallottolieri dei conti comunali continuano a girare mostrando agli attoniti spettatori cagliaritani "numeri" incredibili. http:robertogalullo.blog.ilsole24ore.com