Monumenti storici - Nel salone della Biblioteca di piazzetta Lucati i progetti di tre neolaureati in Ingegneria e Architettura sulle fortificazioni medievali Allarme pietre pericolanti a Como. Le torri medievali del sistema di fortificazioni che da secoli cinge la città murata del capoluogo lariano hanno bisogno di cure: sulla sommità di alcune di esse (Porta Torre, Torre Gattoni, Torre San Vitale) infatti ci sono massi che anno dopo anno la presenza di vegetazione, lavorando sulle malte, ha liberato da ogni possibile impedimento. E ora sono liberi di fluttuare e - Dio non voglia - precipitare sulla testa di comaschi e turisti. E se pensiamo che sotto la San Vitale, così come in corrispondenza di Porta Torre in via Cantù, si svolge con cadenza trisettimanale il mercato comunale all'aperto (senza contare i vari gazebo della campagna elettorale per le amministrative di maggio, in corso in questi giorni, e i tanti altri momenti in cui si creano capannelli pubblici e privati lì sotto), il rischio che si configura per i passanti è notevole. Certo, sono pietre di un peso considerevole, spesso di decine di chili. Como non è zona sismica e situazioni atmosferiche particolarmente sgradevoli sono casi eccezionali. Ma il problema esiste. Lo hanno segnalato tre studenti che si sono occupati del consolidamento e della valorizzazione del patrimonio medievale comasco. Tanto da farne una tesi di laurea a sei mani. Documenta il loro lavoro una mostra (i pannelli sono visibili fino a martedì nel salone della Biblioteca comunale di piazzetta Lucati a Como, e gli autori sono disposti anche a offrire la documentazione per altre esposizioni). I tre studenti del Politecnico di Milano sono Filippo Magatti di Como, e Nicolò Zugnino di Novara, laureatisi in Ingegneria Edile, più la studentessa Anna Serafini di Bergamo, laureatasi in Architettura. In questo che è un raro esempio di azione multidisciplinare in cui finalmente tornano a lavorare in tandem ingegneri e architetti, la supervisione è stata del professor Lorenzo Jurina. La tesi, discussa con il massimo punteggio in dicembre, è stata pubblicata sulla "Rivista dell'Istituto di Storia dell'Arte Lombarda". Si è partiti dal rilievo dello stato di fatto, anche con sopralluoghi in situ, e poi con il progetto di interventi di consolidamento strutturale e di recupero di Porta Torre (dove il mecenate della cultura comasca Antonio Ratti propose un tempo di fare un museo), Torre Gattoni, Torre San Vitale e Torre Pantera. Per i neolaureati, le torri di Como «richiedono interventi di manutenzione straordinaria e consolidamento strutturale». E nella loro ricerca si pone l'accento sul fatto che - «nonostante il Comune di Como responsabile delle strutture abbia a cuore la loro tutela e si sia mosso negli anni per una conservazione programmata», sottolinea Magatti - alcuni interventi urgenti non siano più procrastinabili. In particolare, si legge nella tesi, «il rilievo materico, fotografico e patologico ha evidenziato la forte presenza di materiale biologico e macchie, nonché di un quadro fessurativo a tutta altezza che, unito all'assenza di giunti di malta, comporta il rischio di distacco di parti». Più chiaro di così. Ma la progettazione è andata oltre: si è pensato a una manutenzione straordinaria, utile per avviare la conservazione programmata e si sono pensati interventi di consolidamento strutturale specifici: «Porta Torre e San Vitale, prive di copertura, necessitano del consolidamento strutturale del coronamento; Torre Gattoni richiede un consolidamento strutturale utile a migliorare il comportamento globale dell'edificio; Torre Pantera esige un intervento di consolidamento strutturale di ricostruzione dei solai e della copertura, e della messa in sicurezza di scale e volte». Lo scopo dello studio non è quindi meramente accademico ma guarda oltre, a un futuro in cui le torri siano aperte al pubblico. Nella Torre Gattoni dove Alessandro Volta faceva i suoi esperimenti e in cui ci sono ancora apparecchiature dell'Enel non funzionanti, si potrebbe fare un museo. Si ipotizzano poi, per incentivare il turismo culturale lariano, la costruzione di una scala monumentale in Porta Torre, la realizzazione di una passerella in Torre San Vitale per collegarla al Museo Civico dalle mura, e strutture turistiche nella Pantera. I progetti comprendono anche l'indicazione dei costi: il consolidamento strutturale della Torre Gattoni, quello più complesso, costerebbe 320mila euro. L'intervento sulla Torre Pantera costerebbe 200mila euro, la costruzione della scala dentro Porta Torre costerebbe indicativamente 900mila euro. Ma per i tre studiosi l'intervento più urgente per evitare spiacevoli inconvenienti, e cioè il consolidamento delle pietre sulle sommità, riguarda la manutenzione delle tre torri Gattoni, Porta Torre e San Vitale, a un costo di circa 80mila euro. «È facile indulgere nell'utopia quando si fa una tesi con progetti che non verranno mai realizzati - commenta Alberto Artioli della Soprintendenza, che ha presentato la mostra in Biblioteca la scorsa settimana - Qui invece non siamo nell'accademia pura, ci si occupa di problemi concreti, ci si occupa di interventi di consolidamento e di messa in sicurezza e si guarda anche al futuro, al problema della fruizione del bene monumentale». Lorenzo Morandotti