INVIATO A FOLLONICA Pratoranieri si chiama così perché lì c'erano solo campi. Il suo unico torto - o pregio, dipende dai punti di vista - stava nella vicinanza al mare, fattore che per sinonimo ha una miniera d'oro. I bagnanti arrivavano da sud come da nord e da est, portandosi appresso ghiacciaine e ombrelloni per sottoporsi ogni sera al rito dell'incolonnamento sulla strada del ritorno. Fino al giorno in cui qualcuno ebbe l'idea - per nulla originale nella Toscana degli anni '90 - di autorizzare la costruzione di campeggi e villaggi turistici. Oggi Pratoranieri è il quartiere di una città, Follonica, che Renzo Piano ha portato ad esempio di cattiva urbanistica. Un borgo fantasma, che d'inverno si spopola senza riempirsi in estate: il villaggio "Mare Sì" è chiuso e il campeggio "Il Veliero" non è da meno. Nessuno sa dire quando riapriranno, visto il contenzioso con l'amministrazione guidata dal sindaco Eleonora Baldi: su entrambi, benché in misura diversa, pende il rischio della confisca. Se staranno chiusi - e per la prossima estate è difficile pensare il contrario - al danno ambientale si aggiungerà la beffa economica. Esattamente come è avvenuto per il vicino ippodromo dei Pini, affetto da un gigantismo miope e incapace di prevedere la crisi dell'ippica. L'impianto è partito ad handicap e viaggia a rilento. Restano i 167 appartamenti, sulla carta foresterie e in realtà case da vendere, messe sotto sequestro dalla procura di Grosseto. Tutto territorio divorato inutilmente dal cemento, senza che il bilancio tra benefici e costi pendesse, anche solo di misura, a favore dei primi: 34 ettari per l'ippodromo, 8,5 per "Il Veliero", sei per il "Mare sì". E quattro per il "Girasole", situato più a nord verso Torre Mozza, che però l'estate scorsa ha funzionato a pieni giri benché 16 soci abbiano citato il Comune di Follonica (oltre a geometri e notai) chiedendo un indennizzo di 2,2 milioni di euro: lamentano danni morali e materiali, subiti al momento dell'acquisto delle quote. Il risultato è che nel mezzo della crisi, Follonica vivrà un'estate con due dei quattro villaggi turistici chiusi e con i soci del terzo pronti a dare battaglia. «Veliero e "Mare Sì" non hanno aperto per scelta dei proprietari - spiega il sindaco Eleonora Baldi -. Avrebbero potuto farlo, nonostante i contenziosi con l'amministrazione comunale, se solo avessero voluto». Le liti hanno come denominatore un procedimento per lottizzazione abusiva, che la giunta Baldi ha avviato poco dopo il proprio insediamento: «Prenda il caso del Veliero - aggiunge -: dapprima abbiamo riscontrato che troppe strutture erano ancorate al suolo e le abbiamo fatte rimuovere con un'ordinanza. Poi abbiamo contestato una lottizzazione cartolare abusiva, configurabile quando l'uso del bene non è coerente con la previsione urbanistica e gestionale». Insomma, se una cosa nasce come campeggio o villaggio turistico, deve ospitare i turisti e non i soci della cooperativa di gestione, altrimenti diventa un condominio e le singole unità delle villette al mare. Seconde case, insomma, a fronte di previsioni urbanistiche di altro tenore. La lottizzazione abusiva cartolare è contestata anche alla Cooperativa "Mare Sì": «Abbiamo fatto quel che dovevamo - si lamenta Ottavio Verdi, presidente della cooperativa -. Nell'estate 2010, dopo esserci liberati dalla gestione di Dmc, abbiamo aperto e assunto 37 persone oltre al direttore. I risultati sono stati ottimi. Poi, nel marzo 2011, si è saputo che il Comune stava avviando il procedimento per lottizzazione cartolare. E ora rischiamo la confisca». La minaccia di esproprio ha prodotto un'autentica paralisi: «Abbiamo sul collo un atto procedimentale con cui si minaccia l'acquisizione del villaggio, un altro con il quale ci viene tolta l'agibilità e l'ultimo che ci priva della licenza d'uso, per cui non possiamo commerciare - aggiunge Verdi -. Tutto doveva risolversi entro l'ottobre scorso, ma oggi non c'è ancora nulla di definito: lei investirebbe un milione di euro e farebbe i contratti con i tour operator di fronte al rischio che le ritirino le licenze quando arriva agosto?». Già, ma resta il problema dei soci a cui sono state garantite tariffe scontate per i soggiorni, illudendoli di disporre in proprio di un bene già pagato e facendogli dimenticare che possedevano solo quote di un villaggio turistico. «Scusi, lei non è forse socio della Coop - replica Verdi -? Che male c'è se in virtù di questo le fanno sconti?» Il male sta nel risultato: saranno perse decine di posti di lavoro. 230 villette, che potevano ospitare fino a 920 persone, resteranno sprangate e circondate dall'erba alta. Al pari dei 101 bungalow del "Veliero", ai quali vanno aggiunte 264 piazzole attrezzate con bagno e cucinotto. La stagione 2012 può dirsi compromessa, se anche volessero aprire mancherebbero i tempi tecnici. In entrambe le strutture urgono lavori di ripristino, finanziabili dalle banche che però sono alle prese con la stretta creditizia: il Monte dei Paschi, pur disposto a finanziare i duecento soci del "Mare Sì" con 2,5 milioni, ha congelato la pratica di fronte all'ipotesi di confisca. E i 347 affiliati alla cooperativa "Il Veliero" dovrebbero tirar fuori di tasca propria tremila euro ciascuno, per poi constatare di essere arrivati tardi: la stagione turistica, pur con tutte le incognite derivanti dalla recessione, è partita e i cataloghi sono già stampati. «Intendiamoci - chiosa il sindaco Baldi -, noi vorremmo che "Mare Sì" fosse gestito nelle modalità previste dalle concessioni urbanistiche e dalle leggi regionali. Sono i proprietari ad aver chiesto la chiusura per restauro. Il villaggio potrebbe aprire nonostante il contenzioso, da parte nostra non ci sono istanze di acquisizione». La confisca, viceversa, si profila per il Veliero: i soci e l'amministrazione civica cercano un accordo, ma il campeggio risulta già iscritto al bilancio comunale. A Follonica una beffa tira l'altra. Al paesaggio divorato dalle lobby del cemento senza che il sacrificio abbia prodotto risultati duraturi, si aggiungono i posti di lavoro vaporizzati, oltre al ridotto introito per le casse del Comune, che nel frattempo ha introdotto la tassa di soggiorno. Meno male che da queste parti c'è un quarto insediamento turistico, il "Villaggio Svizzero". Funziona bene. Era prevedibile, altrimenti non si sarebbe chiamato così. (ha collaborato Paola Villani)
TOSCANA - Il crac della Cemento Spa. Un campeggio e un villaggio rischiano la confisca per speculazione edilizia
Follonica, in Toscana, è stata colpita da una serie di problemi legati ai suoi villaggi turistici. Il villaggio "Mare Sì" e il campeggio "Il Veliero" sono stati chiusi a causa di contenziosi con l'amministrazione comunale. Il sindaco Eleonora Baldi afferma che il villaggio potrebbe aprire se i proprietari lo gestiscono nelle modalità previste dalle concessioni urbanistiche e dalle leggi regionali. Tuttavia, il campeggio "Il Veliero" risulta già iscritto al bilancio comunale e la sua confisca è probabile. I soci del campeggio e della cooperativa "Mare Sì" lamentano la minaccia di esproprio e la beffa economica che potrebbe derivare dalla chiusura dei villaggi.
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