L'ospedale aveva esultato per la bocciatura di uno dei ricorsi presentati dai residenti. Che, però, incassano l'accoglimento del punto più importante IL TAR ha annullato la variante urbanistica comunale finalizzata alla realizzazione del nuovo ospedale Galliera. Mancava un atto «a presidio dell'interesse pubblico». L'iter viene ora bloccato ed è logico ipotizzare a meno di un ribaltamento di fronte al Consiglio di Stato un periodo di almeno un anno prima che la nuova amministrazione comunale - e un nuovo sindaco - riprendano in mano il caso Galliera. LA PRIMA notizia è che il Tar ha annullato la variante urbanistica, finalizzata alla realizzazione del nuovo ospedale Galliera. E lo ha fatto per l'assenza di una procedura importante, quella che consente alla parte pubblica, cioè ai cittadini, di ottenere una contropartita da un'operazione privata con finalità speculative. Per le ragioni che vedremo, l'iter viene ora bloccato ed è logico ipotizzare - a meno di un ribaltamento di fronte al Consiglio di Stato - un periodo di almeno un anno prima che la nuova amministrazione comunale riprenda in mano il caso Galliera. La seconda notizia è che i titoli di ieri del nostro e degli altri quotidiani, che annunciavano la vittoria del Galliera, non erano frutto di allucinazioni bensì di un'affrettata comunicazione da parte del direttore generale dell'ospedale Adriano Lagostena il quale esprimeva «soddisfazione per l'esito delle sentenze». Essendo impossibile ipotizzare che l'ospedale presieduto dal cardinale Angelo Bagnasco abbia voluto rifilare una bufala ai media, è probabile che il direttore Lagostena e gli altri manager non abbiano letto la sentenza fino in fondo. Basta infatti questo passaggio per escludere equivoci: «Il Tar per la Liguria definitivamente pronunciando... Accoglie il ricorso e annulla la deliberazione del Consiglio Comunale 28.5.2009, n. 34...». Vero è che il Tar, lo stesso giorno, ha bocciato un altro ricorso del Comitato Per Carignano che riguardava la procedura di Valutazione Ambientale Strategica, ma c'era anche un secondo ricorso, fondato su temi urbanistici. E i giudici, dopo averne respinto i primi quattro motivi, hanno accolto il quinto, assorbendo in questo modo anche i rimanenti 18 punti del ricorso preparato dagli avvocati Mario Alberto Quaglia e Rosa Pellerano. Il nodo riguarda una variante quella con cui il Comune consente al Galliera di trasformare alcuni padiglioni in appartamenti -, e l'assenza dell'atto denominato «concessione edilizia convenzionata ». La Legge Urbanistica Regionale, sottolineano i giudici, prescrive «con disposizione di inusitata chiarezza» che gli interventi di «riqualificazione che richiedano opere infrastrutturali eccedenti i semplici allacciamenti alle reti di urbanizzazione primaria... siano assoggettati ad obbligo di concessione edilizia convenzionata, e ciò al fine di assicurare l'esecuzione delle opere di urbanizzazione». E aggiungono: «Si tratta di una disposizione direttamente dettata al pianificatore comunale, a presidio dell'interesse pubblico ». In altre parole, il Comune avrebbe dovuto vincolare la concessione della variante ad una serie di opere, ad esempio una nuova strada, realizzate dal Galliera a beneficio della collettività. «E' stato un piacere fatto ai costruttori - accusa Giovani Spalla, architetto da sempre impegnato contro le speculazioni, oggi con Legambiente -. Non si rispettano le leggi e i diritti dei cittadini. Lo dico con amarezza perché ho sostenuto a suo tempo l'elezione di Marta Vincenzi». Soddisfatti i consiglieri regionali Alessandro Benzi e Giacomo Conti, della Federazione della Sinistra, e Matteo Rossi di Sel: «La sentenza dimostra che il progetto non era sostenibile. I fondi bisognerebbe investirli sulla rete ospedaliera del ponente che al momento è insufficiente». «Vengono confermate - dice la portavoce del Comitato Paola Panzera - la natura eminentemente speculativa di questa operazione e la fondatezza anche giuridica di quanto abbiamo sempre sostenuto».
LIGURIA - Nuovo Galliera, lo stop dei giudici. Tutto da rifare: il no alla variante urbanistica blocca il cemento
Il Tar ha annullato la variante urbanistica per la realizzazione del nuovo ospedale Galliera a Genova. La sentenza è stata motivata dall'assenza di un atto a presidio dell'interesse pubblico, cioè la concessione edilizia convenzionata. Il Comune avrebbe dovuto vincolare la concessione della variante ad opere realizzate a beneficio della collettività. La sentenza conferma che il progetto non è sostenibile e che i fondi dovrebbero essere investiti sulla rete ospedaliera del ponente. Il Comitato Paola Panzera conferma la natura speculativa dell'operazione e la fondatezza giuridica di quanto sostenuto.
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