Possibile opporsi ai megastore "Una valanga di ricorsi al Tar" Bordoni: "Ma il nostro piano riequilibra la concorrenza" Lassessore replica "Le associazioni comprenderanno limportanza del nostro progetto" I commercianti sono già sul piede di guerra, pronti a rivolgersi al Tar per tutelare i propri affari davanti allinvasione dei grandi megastore. Non da meno i cittadini che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, sono pronti ad impugnare il Piano commercio del Campidoglio. Così, se su molti argomenti sono divisi, residenti ed esercenti ora guardano nella stessa direzione. «Per il centro storico, la scomparsa dei negozi di vicinato, delle botteghe storiche e dei piccoli artigiani a favore dei centri commerciali o degli store monomarca, compromette la vivibilità della città, poiché diminuisce quellofferta di servizi indispensabili alla vita quotidiana dei residenti - sottolinea Roberto Tomassi, portavoce del Coordinamento residenti del centro storico che raggruppa 18 comitati - pertanto è evidente che anche noi siamo legittimati, come le associazioni degli artigiani e dei piccoli esercenti, a partecipare ai procedimenti per lapprovazione del nuovo Piano del Commercio ed a impugnarne avanti al Tar gli esiti negativi». E poi continua: «Fino ad ora il Comune di Roma ha del tutto omesso di consultare le associazioni dei residenti ed ha scarsamente considerato lapporto e le istanze delle organizzazioni di categoria. Il Piano, così come è stato presentato, è volto ad incentivare esclusivamente le grandi e medie strutture di vendita, anche per il centro storico che rimane privo di ogni tutela in tal senso. Chiediamo che lamministrazione comunale riveda in toto il Piano del commercio ed avvii il procedimento di partecipazione delle associazioni di cittadini, rivalutando e considerando con maggiore attenzione le istanze degli artigiani e dei piccoli negozi, la cui salvaguardia è indispensabile per un corretto sviluppo del commercio nella nostra città». Un appello che suona come un monito al Campidoglio. Già, perché alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato, dove viene tra le altre cose ribadito il principio che tutti i cittadini, portatori di un interesse legittimo o diffuso, hanno diritto di conoscere gli atti della pubblica amministrazione per discuterne ed impugnarne le decisioni, ora anche i residenti vogliono partecipare attivamente allelaborazione del Piano. Altrimenti sono pronti ad andare in Procura. «Stanno per approdare in Italia ed a Roma le grandi catene di distribuzione nordeuropee e nordamericane che spazzeranno via lattuale tessuto commerciale, specie se sarà lasciata aperta ogni porta con lattuale Piano del commercio», conclude Tomassi. Precisa però lassessore capitolino alle Attività produttive, Davide Bordoni, che il Piano ha come obiettivo principale «il riequilibrio tra piccola, media e grande distribuzione dopo anni di crescita incontrollata». Poi spiega: «Mi dispiace che il nostro progetto venga preso a pretesto per attribuire allamministrazione una mancanza di attenzione nei confronti dei negozi di vicinato. È il primo strumento urbanistico commerciale che la città di Roma adotta, ottemperando ad un obbligo di legge. Abbiamo quartieri dove lofferta di servizi commerciali è pessima, altre zone già congestionate dove la concorrenza tra negozi è fin troppa. Vogliamo intervenire per risolvere queste situazioni e porre limiti seri nei confronti delle strutture già programmate nel Prg. Non credo sia possibile continuare ad andare avanti in questo modo. Sono convinto che tutte le associazioni di categoria comprenderanno la necessità della sua adozione».
ROMA - Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, i residenti del centro sul piede di guerra
Il Comune di Roma ha presentato un Piano del Commercio che prevede l'introduzione di megastore e centri commerciali. I commercianti e i residenti del centro storico si oppongono alla sentenza del Consiglio di Stato che ha autorizzato l'invasione dei grandi negozi. I residenti chiedono di partecipare alla stesura del Piano e di impugnarne gli esiti negativi. Il Comune sostiene che il Piano ha come obiettivo il riequilibrio tra piccola, media e grande distribuzione. Lassessore Bordoni afferma che il Piano è necessario per risolvere le situazioni di congestionamento e di mancanza di servizi commerciali in alcuni quartieri.
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